L’avvento della protesica del polso ha rappresentato una rivoluzione: l’obiettivo non è più soltanto eliminare il dolore, ma ripristinare un’articolazione mobile, stabile e funzionale
L’approccio protesico custom-made consente oggi di preservare la mobilità, offrendo un trattamento personalizzato nei casi in cui le procedure di rivascolarizzazione non siano praticabili
Le protesi totali di polso si collocano come soluzione di scelta per artropatie diffuse, mentre le protesi della testa dell’ulna e del semilunare permettono ricostruzioni settoriali con conservazione della biomeccanica
La possibilità di riparare il legamento crociato anteriore si basa sul presupposto secondo cui il tessuto legamentoso nei pazienti pediatrici presenta una maggiore capacità rigenerativa, potenzialmente superiore rispetto all’adulto
Il morbo di Osgood Schlatter è un’apofisite da trazione della tuberosità tibiale causata da microtraumatismi dovuti alla tensione applicata dal muscolo quadricipitale
Manifestazioni quali dolore, gonfiore ricorrente, sensazione di scatto o blocco articolare sono per lo più correlate alla presenza di una lesione nel contesto del menisco discoide o alla sua instabilità
In passato, molti specialisti rimandavano la ricostruzione del LCA fino al completo sviluppo scheletrico. Al fine di colmare questa lacuna, si propone un modello gestionale che unisce le migliori evidenze disponibili all’esperienza clinica, indirizzando le decisioni terapeutiche negli atleti giovani con cartilagini aperte
Negli ultimi anni, il miglioramento della conoscenza dell’anatomia e della biomeccanica del ginocchio e lo sviluppo di tecniche chirurgiche sempre più precise hanno portato ad un incremento nel successo degli interventi riducendo le possibili recidive
Per menisco discoide si intende una variazione congenita della sua forma, caratterizzata da un’ipertrofia centrale e da un diametro maggiore del normale, che comporta la perdita della classica configurazione a “C”
Oltre alle differenti tecniche procedurali utilizzate da ogni singolo chirurgo, un elemento cruciale di ogni intervento è la scelta degli innesti tendinei o graft, che può incidere significativamente sugli esiti funzionali
I pazienti che presentano dolore persistente a livello del compartimento mediale, in associazione a un’estrusione meniscale ≥ 3 mm documentata e che non rispondono adeguatamente al trattamento conservativo, rappresentano l’indicazione più frequente per l’intervento di centralizzazione meniscale
L’instabilità rotulea oggettiva è una condizione clinica caratterizzata da almeno un episodio di lussazione della rotula associata alla presenza di fattori anatomici predisponenti
Dal punto di vista epidemiologico, la displasia trocleare rappresenta il più importante fattore di rischio per l’instabilità rotulea tanto che segni radiografici di displasia trocleare sono presenti nel 96% dei pazienti
Dal punto di vista epidemiologico, la rotula alta rappresenta il secondo più importante fattore di rischio per l’instabilità rotulea tanto che segni radiografici di rotula alta sono presenti nel 30% dei pazienti con instabilità rotulea oggettiva
È fondamentale valutare la TAGT nel contesto di altri parametri morfologici e funzionali, poiché il trattamento dell’instabilità rotulea richiede un approccio personalizzato e multifattoriale
Il legamento patello-femorale mediale è il principale stabilizzatore passivo contro la traslazione laterale della rotula nei primi 30° di flessione del ginocchio
Il malallineamento coronale si riferisce a una deviazione dell'asse meccanico dell'arto inferiore nel piano frontale, che può manifestarsi come varismo (genu varum) o valgismo (genu valgum)
Da un punto di vista eziopatogenetico, le deformità torsionali possono essere congenite o acquisite. Le cause congenite comprendono difetti di sviluppo intrauterino, mentre quelle acquisite includono esiti di fratture mal consolidate, interventi chirurgici, o patologie neuromuscolari
L'effetto terapeutico delle cellule mesenchimali deriva in larga parte dalla secrezione di fattori bioattivi in grado di stimolare i meccanismi di guarigione endogeni, ridurre l’infiammazione e promuovere la rigenerazione
Nonostante questi risultati promettenti, la letteratura attuale presenta delle limitazioni, per cui non è ancora possibile stabilire con certezza quale sia la fonte più efficace nel trattamento della gonartrosi
Nonostante i trattamenti attualmente disponibili, sia chirurgici sia conservativi, il processo di guarigione dei tendini è spesso non ottimale. In questo contesto è in continua crescita l’interesse per le terapie rigenerative
Nonostante i progressi e le promesse in questo campo, è evidente che sono necessari ulteriori studi clinici randomizzati a doppio cieco per convalidare le potenzialità delle terapie rigenerative
Le cellule staminali mesenchemiali offrono un'importante opportunità terapeutica nel trattamento delle complicanze traumatiche e il loro utilizzo promette di migliorare significativamente i risultati clinici
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