Con l’obiettivo di fornire un contributo pratico e aggiornato alla gestione di queste problematiche, abbiamo scelto di dedicare una raccolta di sei brevi contributi alle principali condizioni patologiche responsabili di dolore e disfunzione del comparto mediale e posteriore della caviglia
La sindrome da conflitto posteriore della caviglia è una sindrome clinica dolorosa determinata da un conflitto tra il margine posteriore dell’epifisi tibiale e la superficie dorsale della grande apofisi calcaneare
La stragrande maggioranza delle lesioni isolate del legamento deltoideo non necessitano di intervento chirurgico e possono essere trattate mediante immobilizzazione
Il termine “insufficienza del tibiale posteriore” è stato storicamente utilizzato per descrivere una patologia prevalentemente tendinea; tuttavia, le attuali conoscenze hanno dimostrato come coinvolga un sistema più ampio
Nel paziente geriatrico il trattamento chirurgico non dovrebbe più essere considerato la scelta terapeutica predefinita, bensì un'opzione da valutare caso per caso
Le fratture dell’omero distale rappresentano circa il 2-6% di tutte le fratture dell’adulto e costituiscono una delle lesioni più complesse da trattare
La terribile triade del gomito rappresenta una complessa lesione osteo-legamentosa nella quale la semplice ricostruzione delle fratture non è sufficiente a ristabilire la stabilità articolare
Il filo conduttore di questo numero di Ortopedia33 è l’integrazione delle attuali conoscenze in un approccio ragionato alla chirurgia della cartilagine
Le tecniche di terza generazione, nelle quali i condrociti vengono coltivati direttamente all'interno di scaffold tridimensionali biodegradabili, sono capaci di fornire un supporto strutturale e biologico alla rigenerazione tissutale
Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse verso tecniche “one-step” che sfruttano il potenziale rigenerativo dei condrociti autologhi senza ricorrere a manipolazioni cellulari avanzate
Attualmente, in Italia, sono disponibili due tecnologie: MaioRegen e Agili-C, entrambe finalizzate alla ricostruzione biologica dei difetti osteocondrali
L'allograft permette di trapiantare unità osteocondrali di grandi dimensioni, offrendo una soluzione efficace che ha dimostrato elevati tassi di sopravvivenza anche a lungo termine
Questo numero di Ortopedia33 nasce con un obiettivo semplice: fare il punto su che cosa l’artroscopia dell’anca sia oggi, ma soprattutto su che cosa non debba diventare
Comunicare correttamente l'indicazione è parte integrante della terapia. L'artroscopia può migliorare il dolore e la funzione, ma non è una scorciatoia universale né una garanzia contro la progressione artrosica
La “pulizia dell’anca” non è più un concetto adeguato. Il chirurgo deve ragionare in termini di unità funzionale labbro-cartilagine-osso: riparare il labbro, proteggere la cartilagine e correggere la morfologia che ha generato il danno
Una resezione insufficiente espone il paziente a dolore persistente e al rischio di revisione; una resezione eccessiva può indebolire il collo femorale o alterare la stabilità articolare
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