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Ginocchio
04/03/2026

Il paradosso riabilitativo del Return To Play (RTP) dopo ricostruzione del legamento crociato anteriore (LCA) in atleti professionisti: più lento ma non più sicuro

I dati suggeriscono un cambiamento nelle strategie riabilitative verso approcci più conservativi, probabilmente influenzati dall’evidenza che un RTP ritardato riduca il rischio di recidiva

ginocchio tendini

La rottura del legamento crociato anteriore (LCA) rappresenta uno degli infortuni più gravi nel calcio professionistico, con rilevanti implicazioni sulla carriera; in tale contesto, il ritorno allo sport rimane tuttora oggetto di dibattito, non essendo ancora chiaro se un ritardo del Return To Play (RTP) si associ effettivamente a una maggiore sicurezza.

La presente meta-analisi ha valutato gli esiti del RTP dopo ricostruzione del LCA in calciatori professionisti, analizzando 20 studi per un totale di 1,988 atleti [1]. I risultati mostrano un tasso complessivo di RTP pari al 92,3%, con l’80,1% dei giocatori in grado di recuperare il livello prestazionale pre-infortunio. Il tempo medio al RTP è risultato di 263,2 giorni, mentre il tasso di re-rottura del graft si attesta all’8,2%.

L’analisi mostra un significativo incremento del tempo di RTP nel periodo più recente (2022–2025: 295,1 giorni) rispetto al periodo 2011–2016 (203,5 giorni; p=0,006), senza tuttavia una concomitante riduzione del rischio di re-infortunio. I tassi di ritorno al livello pre-infortunio e di recidiva non mostrano differenze significative tra i periodi considerati (p>0,05)

Tra gli studi più rappresentativi inclusi nella meta-analisi si segnalano quelli di Waldén et al. (2016) [2], che documenta un elevato RTP con solo il 65% di ritorno al livello pre-infortunio; Zaffagnini et al. (2014) [3], che mostra un 95% di ritorno al livello pre-infortunio dopo 186 giorni; Barth et al. (2019) [4], che riporta tempi di RTP più lunghi associati a migliori performance; e Jones et al. (2023) [5], che mostra un 90% di ritorno al livello pre-infortunio dopo 10,6 mesi.

Questi dati suggeriscono un cambiamento nelle strategie riabilitative verso approcci più conservativi, probabilmente influenzati dall’evidenza che un RTP ritardato riduca il rischio di recidiva. Tuttavia, tale prudenza non sembra tradursi in un miglioramento degli outcomes, indicando come le elevate richieste biomeccaniche del calcio professionistico continuino a rappresentare un fattore di rischio rilevante.

In conclusione, sebbene possa sembrare più sicuro, il ritardo del RTP dopo ricostruzione del LCA negli ultimi anni non ha comportato una riduzione del rischio di recidiva, suggerendo la necessità di ulteriori strategie preventive e di ottimizzazione del processo riabilitativo.

Bibliografia:

1. D'Ambrosi, Riccardo et al. “Slower but Not Safer: A Systematic Review and Meta-Analysis of Return to Play and Graft Re-Rupture After ACL Reconstruction in Professional Soccer Players.” Sports medicine - open vol. 11,1 157. 12 Dec. 2025, doi:10.1186/s40798-025-00962-2

2. Waldén, Markus et al. “ACL injuries in men's professional football: a 15-year prospective study on time trends and return-to-play rates reveals only 65% of players still play at the top level 3 years after ACL rupture.” British journal of sports medicine vol. 50,12 (2016): 744-50. doi:10.1136/bjsports-2015-095952

3. Zaffagnini, S et al. “Return to sport after anterior cruciate ligament reconstruction in professional soccer players.” The Knee vol. 21,3 (2014): 731-5. doi:10.1016/j.knee.2014.02.005

4. Barth, Kathryn A et al. “The negative impact of anterior cruciate ligament reconstruction in professional male footballers.” The Knee vol. 26,1 (2019): 142-148. doi:10.1016/j.knee.2018.10.004

5. Jones, Mary et al. “No difference in return to play rates between different elite sports after primary autograft ACL reconstruction.” Knee surgery, sports traumatology, arthroscopy : official journal of the ESSKA vol. 31,12 (2023): 5924-5931. doi:10.1007/s00167-023-07654-y

Emanuele Altovino1, Riccardo D’Ambrosi2,3

1Clinica Ortopedica e Traumatologica 2, IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli, Bologna, Italy
2RCCS Ospedale Galeazzi - Sant'Ambrogio, Milan, Italy.
3Department of Biomedical Sciences for Health, University of Milan, Milan, Italy.

Corresponding author:
Emanuele Altovino
Clinica Ortopedica e Traumatologica 2, IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli, Bologna, Italy
Via Giulio Cesare Pupilli 1, 40136, Bologna
emanuele.altovino@ior.it

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