La tempistica ideale della ricostruzione del legamento crociato anteriore (LCA) rappresenta ancora oggi uno dei temi più discussi nella chirurgia del ginocchio. Storicamente, la ricostruzione eseguita nelle prime due settimane dopo il trauma è stata guardata con cautela per il timore di un aumento del rischio di rigidità post-operatoria. Tuttavia, evidenze più recenti hanno rimesso in discussione questo paradigma, suggerendo che una chirurgia precoce possa essere non solo fattibile, ma anche vantaggiosa in pazienti adeguatamente selezionati.
Il nostro studio ha analizzato gli esiti della ricostruzione del LCA eseguita entro 14 giorni dalla lesione in una serie consecutiva di 203 pazienti, con un follow-up medio di 53,4 mesi e un follow-up minimo di 2 anni. L’obiettivo era valutare risultati clinici, complicanze e fattori di rischio per fallimento del graft in una popolazione trattata in fase acuta.
I risultati hanno mostrato un quadro complessivamente favorevole. Il tasso di rerottura del graft è stato dell’1,9%, mentre il 93,6%-94% dei pazienti presentava pivot shift negativo al follow-up finale. I punteggi soggettivi sono risultati elevati, con KOOS medio 92,1, IKDC medio 88,7 e Lysholm medio 93,6. Inoltre, circa il 75,9% dei pazienti è tornato allo stesso livello sportivo pre-infortunio o a un livello superiore. Anche sul piano articolare, i deficit residui di mobilità sono stati contenuti, con una perdita media di 1,3° in estensione e 4,5° in flessione.
Per quanto riguarda le complicanze, il tasso complessivo di reinterventi non correlati a rerottura è stato del 10,2%. La rigidità post-operatoria severa è risultata rara: 1 paziente ha richiesto artrolisi artroscopica e 2 pazienti una mobilizzazione in narcosi. Il dato più rilevante sul versante delle complicanze è stata un’incidenza di artrite settica del 3,4%, osservata in una fase precedente all’introduzione routinaria dell’applicazione topica di vancomicina su graft.
L’analisi dei fattori predittivi ha mostrato che l’unico fattore significativamente associato a rerottura del graft era l’età ≤20 anni, con un rischio circa sei volte superiore rispetto ai pazienti più grandi. Questo dato conferma come, più che il timing chirurgico in sé, siano probabilmente il profilo del paziente, il livello di attività sportiva e il contesto biologico-funzionale a guidare il rischio di fallimento.
Il messaggio clinico principale del lavoro è che la ricostruzione del LCA eseguita entro 14 giorni dal trauma può essere una procedura sicura ed efficace, con alti tassi di ritorno allo sport, buoni risultati funzionali e un basso tasso di fallimento del graft, purché inserita in un percorso rigoroso di indicazione, tecnica chirurgica e riabilitazione.
Breve bibliografia
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Alessandro Carrozzo, G. Ciccarelli, E. Monaco, P. Orlandi, A. Annibaldi, A. Ferretti, N. Maffulli