L’artrosi di ginocchio rappresenta una delle principali cause di disabilità nella popolazione anziana e, in questa fascia di età, la risposta ai trattamenti infiltrativi con concentrati piastrinici autologhi risulta spesso ridotta, verosimilmente in relazione alla minore qualità biologica del materiale ematico. In tale contesto, il plasma ricco di piastrine allogenico (PRP-A), ottenuto da donatori sani, si configura come una potenziale alternativa terapeutica, offrendo vantaggi quali una maggiore standardizzazione del prodotto, un’elevata concentrazione piastrinica e l’assenza di morbidità correlata al prelievo autologo. Su queste basi, è stato condotto presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna uno studio clinico randomizzato controllato in doppio cieco, con l’obiettivo di confrontare l’efficacia e la sicurezza del PRP-A rispetto al placebo nel trattamento infiltrativo dell’artrosi di ginocchio in pazienti di età superiore ai 65 anni.
Sono stati arruolati complessivamente 204 pazienti affetti da gonartrosi unilaterale sintomatica, successivamente randomizzati in due gruppi: il primo sottoposto a singola infiltrazione intra-articolare di PRP allogenico e il secondo trattato con una singola infiltrazione di soluzione salina fisiologica. La valutazione clinica è stata eseguita mediante scale validate, tra cui IKDC, KOOS, Tegner e VAS, al fine di ottenere una misurazione oggettiva della funzione articolare e della sintomatologia dolorosa. Al momento dell’analisi preliminare, 68 pazienti, equamente distribuiti tra i due gruppi, avevano completato il follow-up a 6 mesi.
Le caratteristiche basali dei due gruppi sono risultate sovrapponibili, con un’età media di 70,7±4,4 anni nel gruppo trattato con PRP-A e di 71,0±4,1 anni nel gruppo placebo, a conferma dell’omogeneità della popolazione in studio. Non sono stati osservati eventi avversi correlati alle infiltrazioni, suggerendo un favorevole profilo di sicurezza del trattamento allogenico. Per quanto riguarda gli insuccessi terapeutici, definiti come la necessità di ulteriori trattamenti infiltrativi, è stato registrato un caso nel gruppo placebo a 3 mesi e due casi nel gruppo PRP-A a 6 mesi.
L’analisi dei risultati ha evidenziato, nel gruppo trattato con PRP-A, un miglioramento statisticamente significativo del punteggio IKDC soggettivo, passato da 38,2±13,3 al basale a 44,1±15,5 a 6 mesi (p < 0,05), mentre nel gruppo placebo l’incremento osservato, da 38,1±14,5 a 40,3±15,7, non ha raggiunto la significatività statistica. Il confronto diretto tra i due gruppi a 6 mesi ha inoltre mostrato una differenza significativa nel dominio KOOS relativo al dolore, con valori medi di 65,7±17 nel gruppo PRP-A rispetto a 56,0±21 nel gruppo placebo (p < 0,05), mentre non sono emerse differenze statisticamente significative per quanto riguarda il punteggio IKDC soggettivo.
Nel complesso, questi risultati preliminari, indicano che le infiltrazioni intra-articolari di PRP allogenico possono determinare un miglioramento clinicamente e statisticamente significativo della sintomatologia dolorosa e della funzione articolare nei pazienti anziani affetti da artrosi di ginocchio rispetto al placebo. Sebbene i dati derivino da un’analisi intermedia su un campione ancora limitato, essi appaiono promettenti e suggeriscono un potenziale ruolo del PRP-A come opzione terapeutica efficace e sicura in questa popolazione. Il completamento dello studio e l’analisi finale sull’intera coorte saranno tuttavia necessari per confermare in modo definitivo tali evidenze e definire con maggiore precisione l’impatto clinico di questa strategia terapeutica.
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Lucia Angelelli