Le fratture da avulsione della spina tibiale anteriore sono state tradizionalmente considerate lesioni tipiche dell’età pediatrica; tuttavia, studi recenti hanno evidenziato una distribuzione più equilibrata tra pazienti pediatrici e adulti. Indipendentemente dall’età, tali lesioni determinano una insufficienza del legamento crociato anteriore (LCA), responsabile di instabilità anteriore e rotazionale del ginocchio, analogamente alle lesioni midsubstance del legamento.
L’obiettivo del trattamento è il ripristino della stabilità articolare e la prevenzione di danni intra-articolari secondari. Mentre le lesioni midsubstance vengono trattate mediante ricostruzione del LCA, nelle fratture da avulsione è possibile ottenere una riduzione anatomica e una reinserzione del complesso legamento-frammento. La classificazione di Meyers e McKeever, successivamente ampliata con il tipo IV, rappresenta ancora il riferimento principale: le fratture di tipo I sono generalmente trattate in modo conservativo, le tipo III e IV hanno indicazione chirurgica, mentre le tipo II rappresentano una zona grigia.
La nostra tecnica prevede un approccio artroscopico con fissazione a sospensione corticale a tensione regolabile (ACL Repair, Arthrex, Naples, FL). La realizzazione dei portali anteromediale e anterolaterale, si procede alla diagnostica, successivamente, mediante motorizzato, alla preparazione del letto di frattura e alla mobilizzazione del complesso frammento-legamento (Fig. 1), con rimozione di eventuali tessuti interposti (legamento intermeniscale e corno anteriore menisco laterale). Si eseguono quindi due tunnel transtibiali, mediale e laterale rispetto al frammento, con frese da 3mm attraverso i quali vengono fatti passare i fili di trasporto.
L’armatura del legamento crociato anteriore viene eseguita alla base dell’avulsione mediante pinza Scorpion armata con FiberRing (Fig. 2), con presa simmetrica del complesso legamento-frammento. Nella fase open, i fili vengono collegati a un sistema adjustable loop a tensione regolabile, consentendo una sospensione corticale e un tensionamento progressivo. Il tensionamento viene effettuato in estensione completa e rotazione neutra, fino a ottenere una riduzione anatomica stabile del frammento (Fig. 3).
I principali vantaggi della tecnica sono rappresentati dalla possibilità di modulare in modo dinamico la riduzione e la tensione del costrutto, il ritensionamento dopo il cycling del ginocchio e la versatilità anche nei frammenti piccoli o comminuti. Il sistema, inoltre, è knotless.
La tecnica è stata applicata in una casistica di 12 pazienti con un follow-up medio di 12 mesi. I risultati preliminari mostrano recupero completo del range of motion, outcome funzionali soddisfacenti e assenza di instabilità anteriore clinicamente significativa.
Francesco Bonaccorso
AOU Città della Salute e della Scienza - Presidio CTO
M. Capella, D. Vezza, D. Camazzola, F. Bonaccorso, S. Risitano, L. Barberis, L. Sabatini, A Massè.