Il deficit meniscale e il malallineamento del ginocchio sul piano coronale, spesso conseguenti a una precedente meniscectomia, compromettono la corretta distribuzione dei carichi all’interno dell’articolazione. Questa alterazione può determinare dolore, sovraccarico di uno dei compartimenti del ginocchio e progressiva degenerazione cartilaginea, fino allo sviluppo di una artrosi monocompartimentale. In questo scenario, l’associazione tra osteotomia correttiva di ginocchio e trapianto di menisco allograft può rappresentare una possibile opzione terapeutica. L’osteotomia permette di correggere l’asse dell’arto e riequilibrare la distribuzione dei carichi, mentre il trapianto meniscale mira a ripristinare la funzione del menisco. Sebbene la correzione dell’asse del ginocchio tramite osteotomia sia già una procedura consolidata, non ci sono ancora evidenze di alto livello che confermino che l’aggiunta del trapianto meniscale offra benefici ulteriori rispetto alla sola correzione dell’allineamento.
Per rispondere a questa domanda è stato avviato uno studio clinico randomizzato controllato in doppio cieco su 52 pazienti di età compresa tra 20 e 60 anni, affetti da artrosi monocompartimentale di ginocchio di grado non avanzato associata a deficit meniscale e malallineamento. I partecipanti vengono randomizzati in due gruppi: un gruppo viene trattato con osteotomia associata al trapianto meniscale, mentre l’altro riceve la sola osteotomia. L’obiettivo principale dello studio è valutare il miglioramento clinico a distanza di 12 mesi dall’intervento attraverso lo score soggettivo dell’International Knee Documentation Committee (IKDC). In aggiunta, per valutare dolore, qualità della vita, livello di attività fisica e funzionalità articolare, vengono utilizzate scale cliniche specifiche, quali il Western Ontario and McMaster Universities Osteoarthritis Index (WOMAC), il Knee Injury and Osteoarthritis Outcome Score, la scala analogica visiva (VAS) per il dolore, l’EuroQol-VAS e il livello di attività Tegner. I pazienti vengono inoltre valutati attraverso esami radiografici, risonanza magnetica ad alta risoluzione e analisi del cammino, così da osservare in modo integrato sia l’evoluzione strutturale del ginocchio sia il modo in cui l’articolazione si comporta in termini biomeccanici durante il movimento prima e dopo l’intervento. Un ulteriore elemento di interesse riguarda lo studio dell’ambiente biologico articolare: attraverso campioni di liquido sinoviale e prelievi di sangue e urine, vengono analizzati marcatori legati all’infiammazione e al metabolismo della cartilagine con l’obiettivo di determinare se il trapianto meniscale possa contribuire a proteggere l’articolazione o a modificarne favorevolmente lo stato infiammatorio.
Finora, 33 pazienti sono stati sottoposti all’intervento e 21 hanno completato il follow-up finale a 12 mesi. I risultati preliminari mostrano un miglioramento clinico statisticamente significativo in entrambi i gruppi dopo il trattamento. In particolare, i pazienti riferiscono una migliore funzionalità del ginocchio e una riduzione dei sintomi: lo score IKDC soggettivo è aumentato progressivamente nei follow-up a 6 e 12 mesi. Anche il punteggio WOMAC, legato a dolore, rigidità e funzione, ha mostrato un andamento favorevole nel tempo. Al momento, i risultati preliminari degli outcome clinici non mostrano differenze statisticamente significative tra i due gruppi, ma gli outcome secondari suggeriscono che la combinazione di osteotomia e trapianto di menisco allograft possa migliorare i parametri biomeccanici e influenzare positivamente l’ambiente biologico del ginocchio. Le conclusioni definitive e il follow-up a lungo termine forniranno evidenze più solide sull’efficacia di questo approccio combinato nella gestione dell’artrosi monocompartimentale di ginocchio associata a malallineamento e deficit meniscale.
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Lorenzo Zanasi
Clinica Ortopedica e Traumatologica II, IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli, Bologna