Questo numero di Ortopedia|33 intende rendere omaggio ai lavori premiati durante il 5° Annual Meeting SIAGASCOT, tenutosi a Torino presso la prestigiosa sede del Lingotto.
Il primo contributo è del Dr. Alessandro Carrozzo, vincitore del premio per il miglior e-poster, per il lavoro intitolato “Ricostruzione del legamento crociato anteriore in fase acuta entro 14 giorni: risultati clinici, complicanze e predittori di fallimento in 203 pazienti con follow-up minimo di 2 anni”. L’analisi condotta suggerisce che, più del tempismo chirurgico in sé, siano probabilmente il profilo del paziente, il livello di attività sportiva e il contesto biologico-funzionale a determinare il rischio di fallimento nelle ricostruzioni del legamento crociato anteriore in acuto. Un intervento eseguito entro 14 giorni dal trauma può essere considerato una procedura sicura ed efficace, con elevati tassi di ritorno allo sport, buoni risultati funzionali e un basso tasso di fallimento del graft, a condizione che venga inserito in un rigoroso percorso di indicazione, tecnica chirurgica e riabilitazione.
Il lavoro del Dr. Lorenzo Zanasi, vincitore del Paolo Aglietti Award (miglior articolo libero di chirurgia del ginocchio), intitolato “Knee osteotomy combined with meniscal allograft transplantation versus knee osteotomy alone in patients with unicompartmental knee osteoarthritis and malalignment: a double-blind randomised controlled trial”, si concentra su una procedura chirurgica per l’artrosi iniziale sempre più diffusa. L’analisi preliminare dei risultati clinici non evidenzia differenze statisticamente significative tra i due gruppi. Tuttavia, gli outcome secondari suggeriscono che la combinazione di osteotomia e trapianto di menisco allograft possa migliorare i parametri biomeccanici e influenzare positivamente l’ambiente biologico del ginocchio. Le conclusioni definitive e il follow-up a lungo termine forniranno evidenze più robuste sull’efficacia di questo approccio combinato nella gestione dell’artrosi monocompartimentale di ginocchio associata a malallineamento e deficit meniscale.
La Dott.ssa Alessia Fierro, specializzanda al quarto anno, ha presentato il lavoro intitolato “Ricostruzione del legamento patello femorale mediale con tendine semitendinoso autologo e fissazione a sospensione corticale a tensione regolabile: tecnica chirurgica e risultati preliminari”, con il quale ha ottenuto il prestigioso Alberto Branca Award per il miglior articolo libero nella sezione miscellanea.
La tecnica chirurgica proposta prevede la duplicazione del graft selezionato per la ricostruzione del legamento patello femorale mediale (MPFL) e la sua fissazione mediante un sistema a tensionamento regolabile. I vantaggi di tale approccio risiedono nella possibilità di tensionare il legamento a qualsiasi grado di flessione del ginocchio e nella possibilità di ritensionarlo in caso di mobilità patellare asimmetrica. L’assenza di impianti a livello rotuleo comporta una riduzione dei costi, del rischio di fratture iatrogene e del rischio di pullout delle ancorette. È fondamentale sottolineare che il tensionamento non è reversibile, pertanto è necessario procedere con un tensionamento graduale e con il ginocchio flesso a 90°.
I risultati preliminari, ottenuti su un campione di 20 pazienti, sono incoraggianti. Non sono stati registrati casi di infezioni, rigidità o instabilità postoperatoria. Il questionario AKPS ha rilevato un valore medio di 94/100, mentre il modulo tratto dall’IKCD ha riportato un valore medio di 70.
Il Dott. Francesco Bonaccorso, specializzando al quarto anno, ha ottenuto il Renato Viola Award per il miglior articolo libero nella sezione artroscopia, presentando il lavoro intitolato “Fissazione artroscopica delle fratture da avulsione della spina tibiale anteriore con sistema a sospensione corticale a tensione regolabile: tecnica chirurgica e risultati preliminari”.
Una tecnica chirurgica artroscopica, che prevede la fissazione a sospensione corticale a tensione regolabile di una frattura insidiosa, frequentemente riscontrata in giovani atleti, offre notevoli vantaggi. Tra questi, la possibilità di modulare dinamicamente la riduzione e la tensione del costrutto, il ritensionamento post-cycling del ginocchio e la versatilità applicativa anche in presenza di frammenti di piccole dimensioni o comminuti. Il sistema, inoltre, si distingue per l’assenza di nodi. Questa tecnica è stata applicata in una casistica di 12 pazienti, con un follow-up medio di 12 mesi. I risultati preliminari evidenziano un recupero completo del range of motion, outcome funzionali soddisfacenti e l’assenza di instabilità anteriore clinicamente significativa.
La Dott.ssa Lucia Angelelli, chirurga ortopedica specialista, ha superato la concorrenza in uno degli ambiti più tecnici, aggiudicandosi il premio Best Free Paper Basic Science and Research. La collega ha presentato i risultati dello “Studio clinico randomizzato in doppio cieco: confronto tra plasma ricco di piastrine allogenico e placebo nel trattamento infiltrativo dell’artrosi di ginocchio nei pazienti con età superiore ai 65 anni”. I risultati preliminari indicano che le infiltrazioni intra-articolari di PRP allogenico possono determinare un miglioramento clinicamente e statisticamente significativo della sintomatologia dolorosa e della funzionalità articolare nei pazienti anziani affetti da artrosi di ginocchio rispetto al placebo. Pur trattandosi di un’analisi intermedia su un campione ancora limitato, i dati appaiono promettenti e suggeriscono un potenziale ruolo del PRP-A come opzione terapeutica efficace e sicura in questa popolazione.
Vi invitiamo a leggere i loro report.