La revisione protesica di ginocchio (rTKA) rappresenta una delle procedure più complesse in chirurgia ortopedica a causa della frequente presenza di difetti ossei, instabilità legamentosa e perdita dei normali riferimenti anatomici. Negli ultimi anni, l’introduzione di tecnologie avanzate sta modificando profondamente l’approccio a questi interventi, migliorandone precisione e riproducibilità.
Chirurgia robotica. Negli ultimi anni la chirurgia robotica ha conosciuto una rapida diffusione nell’artroprotesi, rappresentando oggi circa il 13% degli interventi di sostituzione articolare primaria. Numerosi studi hanno dimostrato come l’assistenza robotica consenta un posizionamento più accurato degli impianti, resezioni ossee più precise e un migliore bilanciamento dei gap articolari, con conseguente miglioramento degli outcome funzionali e riduzione del dolore postoperatorio.
L’estensione di questa tecnologia alla revisione protesica di ginocchio appare particolarmente promettente per affrontare le criticità tipiche della rTKA, quali la perdita dei riferimenti anatomici, la gestione dei difetti ossei e il bilanciamento dei tessuti molli. In questo contesto, alcune piattaforme robotiche imageless sono state recentemente introdotte anche nel setting revisionale, permettendo la creazione intraoperatoria di modelli tridimensionali dell’articolazione, la valutazione dinamica del bilanciamento e l’esecuzione di resezioni ossee guidate senza la necessità di imaging preoperatorio.
Le prime evidenze cliniche suggeriscono che l’utilizzo di sistemi robotici imageless nella revisione di ginocchio, inclusa la conversione da protesi monocompartimentale a protesi totale, sia fattibile e sicuro, con risultati clinici e radiografici incoraggianti nel breve-medio termine. Sebbene siano necessari ulteriori studi per definirne il reale impatto sui risultati a lungo termine, l’assistenza robotica potrebbe rappresentare un valido supporto nella gestione delle procedure di revisione più complesse.
Protesi custom. L’utilizzo di imaging avanzato e modellazione 3D permette oggi di progettare componenti protesiche personalizzate e augment su misura per gestire gravi perdite ossee. Studi recenti mostrano come l’integrazione di algoritmi di intelligenza artificiale consenta la segmentazione automatica delle immagini e la progettazione di impianti con elevata accuratezza geometrica, favorendo un miglior ripristino dell’anatomia del paziente.
Mascherine di taglio personalizzate (PSI). Le patient-specific instruments sono guide di taglio create a partire da TC o RM del paziente, progettate per adattarsi in modo preciso all’anatomia residua. La letteratura evidenzia che queste guide possono migliorare la precisione delle resezioni e l’allineamento protesico rispetto alla strumentazione convenzionale, anche se i risultati clinici rimangono variabili e dipendono fortemente dalla qualità della pianificazione e del fitting intraoperatorio.
Intelligenza artificiale (AI). L’intelligenza artificiale (AI) sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella chirurgia del ginocchio, supportando la pianificazione preoperatoria, l’elaborazione automatica delle immagini, la previsione degli impianti e l’identificazione delle protesi da radiografie. In particolare, la pianificazione preoperatoria rappresenta uno degli ambiti in cui l’AI ha prodotto i risultati più concreti: la ricostruzione tridimensionale accurata dell’anatomia del ginocchio e la previsione delle criticità dell’intervento contribuiscono a ridurre la variabilità tra osservatori e a ottimizzare le decisioni chirurgiche. Durante l’intervento, l’AI affianca il chirurgo attraverso sistemi di navigazione, robotica e sensori intelligenti, fornendo feedback in tempo reale anche in assenza di riferimenti anatomici, come avviene nella chirurgia di revisione. Nel periodo postoperatorio, l’AI sta emergendo come uno strumento chiave per il monitoraggio remoto e la gestione personalizzata della riabilitazione. L’analisi continua dei dati raccolti tramite wearable, smartphone e sensori impiantabili consente di identificare precocemente deviazioni dal normale percorso di recupero, riducendo il rischio di complicanze e riospedalizzazioni. Una recente review evidenzia come modelli di machine learning e deep learning possano migliorare l’accuratezza della pianificazione e supportare il processo decisionale clinico, pur sottolineando la necessità di ulteriori validazioni prospettiche.
In conclusione, l’integrazione di robotica, protesi custom, PSI e AI nella revisione protesica di ginocchio rappresenta una promettente evoluzione tecnologica. Tuttavia, saranno necessari studi clinici su larga scala per dimostrare in modo definitivo il reale impatto di queste soluzioni sugli outcome funzionali e sulla sopravvivenza degli impianti.
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Vittorio Vacca
Scuola di specializzazione in Ortopedia e Traumatologia, Università studi di Udine, Udine