L’instabilità anteriore della spalla rappresenta una patologia molto frequente nella medicina sportiva, soprattutto nei giovani maschi e negli atleti.
Recenti studi biomeccanici hanno dimostrato come già dopo una singola lussazione, si verifichi un’alterazione della cinematica articolare con una modifica della biomeccanica a cui consegue l’aumento del rischio di instabilità recidivante.
Per questo motivo la gestione del primo episodio di instabilità anteriore post traumatica della spalla rappresenta un argomento di grande attualità, in particolare per quella parte di popolazione rappresentata da pazienti giovani e da atleti ad alto rischio.
Lo sviluppo di una strategia di trattamento richiede la comprensione delle specifiche caratteristiche del paziente, compresi i dati demografici, le richieste funzionali ed il quadro anatomo-patologico. Ognuno di questi aspetti può influenzare il tasso di recidiva ed il ritorno all’attività.
Se il trattamento conservativo prevede l’immobilizzazione in tutore della spalla per un periodo di 2-3 settimane ed il successivo percorso riabilitativo, il trattamento chirurgico considera molteplici opzioni, artroscopiche o a cielo aperto, sia di stabilizzazione capsulo-legamentosa (Intervento di Bankart ed eventuale Remplissage) che di augmentation osseo (Bone Block, Latarjet) in base al tipo di lesione diagnosticata nello studio pre-operatorio (Fig. 1) ed ai fattori di rischio considerati.
Una recente review evidenzia come dopo la riparazione artroscopica sec. Bankart, i pazienti abbiano evidenziato un tasso di recidiva di lussazione significativamente inferiore rispetto ai pazienti trattati conservativamente (7,5% vs 53,0%), ugualmente per l’incidenza di sublussazione post-op (3,1% vs 24,2%), il test di apprensione positivo (7,3% vs 25,8%) ed in particolare ha evidenziato un ritorno all’attività sportiva superiore nei pazienti sottoposti a trattamento chirurgico (83.5% vs. 66.0%).
La recente Letteratura suggerisce quindi come il trattamento chirurgico fornisca, in gruppi di pazienti selezionati, risultati migliori rispetto al trattamento conservativo in termini di rischio di recidiva e scores clinici.
La strategia di trattamento deve quindi essere individualizzata considerando tutti gli elementi coinvolti, per ridurre il rischio di recidiva, favorendo il ritorno allo sport ed alla funzionalità articolare.
Sono necessari ulteriori studi per stabilire algoritmi di trattamento personalizzati con l’obiettivo di ottenere risultati favorevoli a lungo termine
Bibliografia:
Waterman B, Owens BD, Tokish JM. Anterior shoulder instability in the military athlete. Sport Health 2016;8(6):514–9.
Nakagawa S, Hirose T, Uchida R, Tanaka M, Mae T. Postoperative recurrence of instability after arthroscopic Bankart repair for shoulders with primary instability compared with recurrent instability: influence of bipolar bone defect size. Am J Sports Med 2020;48(1):48–55.
Alessandra Scaini
ASST Spedali Civili Brescia