L’articolazione del polso rappresenta una delle strutture biomeccaniche più complesse del corpo umano. la stabilità della radio carpica, della radioulnare distale e della mediocarpica è data dalla presenza di legamenti intrinseci ed estrinseci che si sottendono e rilassano durante i complessi movimenti del polso. Questo delicato equilibrio consente la trasmissione di carichi tra l’avambraccio e la mano, permettendo attività funzionali di precisione e di forza.
Le patologie degenerative, infiammatorie o traumatiche del polso possono portare alla lesione dei legamenti intriseci, o alla frattura della radio distale con conseguente alterazione della normale biomeccanica e progressiva degenerazione articolare , causando dolore cronico, rigidità e perdita della funzione. Le opzioni chirurgiche tradizionali, come l’artrodesi totale o parziale, offrono buoni risultati in termini di analgesia ma al costo della parziale o completa perdita di mobilità articolare.
L’avvento della protesica del polso ha rappresentato una rivoluzione: l’obiettivo non è più soltanto eliminare il dolore, ma ripristinare un’articolazione mobile, stabile e funzionale. A oggi, le principali categorie di impianti comprendono:
1. Le protesi totali di polso radio-carpiche, per le artropatie diffuse o post-traumatiche;
2. Le protesi della testa dell’ulna, per la ricostruzione della articolazione radio-ulnare distale (DRUJ);
3. Le protesi custom-made del semilunare o scafoide, utilizzate in casi di necrosi delle ossa del carpo.
Ciascuna protesi è stata ideata per risolvere specifiche degenerazioni articolari, l’impianto richiede competenze chirurgiche dedicate. L’innovazione dei materiali (titanio, PEEK, ceramiche bioinerti, titanio nitrurizzato), l’introduzione della stampa 3D e la pianificazione computer-assistita hanno ulteriormente ampliato le possibilità di trattamento personalizzato.