L’evoluzione delle protesi di polso riflette il passaggio dalla chirurgia di salvataggio alla chirurgia funzionale.
Le protesi totali di polso si collocano come soluzione di scelta per artropatie diffuse, mentre le protesi della testa dell’ulna e del semilunare permettono ricostruzioni settoriali con conservazione della biomeccanica.
I principali fattori di successo comprendono:
• accurata selezione del paziente;
• pianificazione preoperatoria computer-assistita;
• tecnica chirurgica meticolosa;
• riabilitazione precoce e controllata da parte del fisioterapista mano.
La letteratura recente evidenzia che le complicanze più frequenti sono correlate a errato posizionamento o squilibrio dei tessuti molli.
L’integrazione tra ortopedia e ingegneria biomedica apre la via a impianti che sempre di più potranno replicare l’anatomia e la biomeccanica originale.