Al via un percorso per arrivare agli Stati Generali del settore a ottobre. Dalla survey criticità su diagnosi, accesso alle cure e disuguaglianze territoriali
La Società Italiana di Neurologia, per la Giornata mondiale dell’11 aprile 2026, richiama l’attenzione su fattori di rischio modificabili e stato della ricerca sulle terapie
Uno studio pubblicato su JAMA Neurology mostra come esercizio e riduzione intensiva dei fattori vascolari non migliorino la funzione cognitiva negli anziani a rischio
Pubblicato su Nature Medicine uno studio su oltre 8.000 pazienti ridefinisce la progressione della sclerosi multipla come continuum, superando le attuali categorie cliniche
Studio su Nature Neuroscience presenta il Simons Sleep Project, dataset open con oltre 3.600 notti di registrazioni da dispositivi digitali in 200 bambini con e senza autismo
Un biomarcatore derivato dall’elettroencefalogramma del sonno, sviluppato con tecniche di deep learning, è in grado di integrare informazioni su funzione cognitiva, stato di malattia e rischio di mortalità
La presenza di un segnale diagnostico nei dati neuropsicologici interpretabili dai LLM e suggeriscono un possibile ruolo di supporto nella valutazione dei pazienti con sospetto iNPH
Un panel di 21 esperti ha passato in rassegna 80 molecole già approvate per altre indicazioni. Tre sono emerse come candidati i più interessanti per futuri studi
La terapia si basa su cellule staminali indotte pluripotenti umane in grado di sostituire i neuroni danneggiati. La scoperta parte da una ricerca che ha vinto il premio Nobel
Il recente editoriale pubblicato su Nature Medicine intitolato “Neurodegenerative diseases need more mechanism-informed trials” offre numerosi spunti di riflessione per tutti coloro che si occupano di ricerca clinica
Due studi randomizzati presentati all’International Stroke Conference 2026 indicano che la trombectomia può essere efficace in pazienti selezionati con occlusioni di vasi cerebrali di medio calibro
Uno studio pubblicato su Nature Aging identifica un pannello di tre proteine plasmatiche che distingue Alzheimer, MCI e soggetti sani con accuratezza superiore all’83%
Un’analisi pubblicata su npj Dementia stima che le varianti comuni del gene APOE possano spiegare la maggior parte dei casi di Alzheimer e quasi metà delle demenze
Uno studio pubblicato su Brain identifica firme molecolari dell’interferone nella Sla associate al genotipo e alla progressione clinica, suggerendo nuovi possibili bersagli terapeutici
I dati indicano una crescita rilevante del fenomeno: nel 2025, nei 27 Paesi dell’Unione Europea, oltre 9 milioni di persone convivono con una forma di demenza e le stime prevedono un incremento fino a 14,3 milioni entro il 2050
OCEANIC-STROKE mostra che l’aggiunta di asundexian 50 mg/die alla terapia antiaggregante nei pazienti con ictus non cardioembolico o TIA ad alto rischio riduce in modo significativo le recidive di ictus
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