Professione medica
Telemedicina
12/11/2025

Telemedicina e demenza, revisione OMS indica benefici su sintomi psicologici e qualità di vita

Una revisione OMS/Europa indica che telemedicina e telehealth possono migliorare qualità di vita, connessione sociale e supporto ai caregiver nelle persone con demenza, se integrate con reti di comunità

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Telemedicina e telehealth possono contribuire a migliorare la qualità di vita delle persone con demenza e dei loro caregiver. È quanto riportato in una nuova revisione pubblicata dall’OMS/Europa, elaborata in collaborazione con un gruppo internazionale di università, che ha analizzato quasi cento revisioni e circa tremila evidenze disponibili sul tema.

Secondo il documento, l’uso di strumenti digitali all’interno di contesti “age-friendly” e con un adeguato supporto comunitario può ridurre sintomi come depressione e ansia e alleviare sensazioni di isolamento e solitudine. L’efficacia risulta maggiore quando le tecnologie si inseriscono in reti locali, come iniziative sociali di prossimità o servizi di outreach nelle aree rurali, contribuendo a mantenere le persone con demenza come membri attivi della comunità.

«La tecnologia, quando usata con compassione e con le politiche adeguate, può connettere persone e portare speranza a chi vive con la demenza e alle loro famiglie», ha dichiarato Natasha Azzopardi-Muscat, Direttrice dei Sistemi sanitari presso OMS/Europa e co-autrice dello studio. Il rapporto segnala inoltre che gli strumenti digitali possono ridurre lo stress dei caregiver e alleggerire il carico assistenziale, migliorando il benessere complessivo del nucleo familiare.

Tra le applicazioni considerate rientrano sistemi di promemoria per terapie, soluzioni di monitoraggio per la prevenzione di incidenti domestici e piattaforme di teleconsulto. Alcuni studi inclusi nella revisione riportano anche una riduzione fino al 63% delle cadute in ambienti interni, grazie a strumenti di sicurezza remota integrati nel percorso di cura.

Il documento segnala tuttavia alcune criticità, in particolare la possibile comparsa di affaticamento o frustrazione durante valutazioni virtuali, soprattutto nelle persone anziane o nei caregiver meno familiari con i dispositivi digitali. Per questo, la revisione sottolinea l’importanza di soluzioni usabili, accessibili e supportate da adeguati programmi formativi.

L’OMS colloca queste evidenze all’interno di iniziative più ampie, tra cui la Strategia europea sull’invecchiamento sano (2026–2030) e la rete globale delle Città e Comunità a misura di anziano, in coerenza con gli obiettivi del Decennio ONU dell’Invecchiamento in buona salute.

«Anche piccoli miglioramenti nella connessione sociale e nel benessere mentale possono contribuire a rallentare il declino e a ridurre la dipendenza», ha osservato David Novillo Ortiz, Consigliere regionale per dati e salute digitale presso OMS/Europa e co-autore dello studio.

Lo studio integrale, dal titolo “An overview of reviews on telemedicine and telehealth in dementia care: evidence across clinical, psychological, behavioral, social, and economic domains”, è disponibile sul sito dell’OMS.

Telemedicine shows promise in improving dementia care, WHO study finds

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