L’Agenzia valuta percorsi di monitoraggio nella pratica clinica per produrre nuove evidenze e individuare i pazienti che possono ottenere un beneficio clinico significativo
Uno studio dimostra che carico patologico e resilienza cognitiva sono due dimensioni indipendenti e sinergiche del rischio di Alzheimer, con implicazioni dirette per il disegno dei trial preventivi
Il Rapporto Mondiale Alzheimer 2026 segnala 192 studi clinici attivi e circa 55.000 partecipanti necessari, ma per reclutarli occorrerebbe coinvolgere almeno 350.000 persone
Per la Giornata Mondiale Alzheimer, la SIGOT richiama l’attenzione sulle novità della ricerca e sul ruolo fondamentale della prevenzione. Sono 14 i fattori di rischio modificabili
In Italia almeno 600mila persone convivono con la malattia. Zappia: rafforzare i CDCD, ampliare l’accesso ai biomarcatori e ridurre le disuguaglianze territoriali
Sin, SINdem e SNO commentano la decisione della CSE di confermare l'orientamento contrario alla rimborsabilità di lecanemab e donanemab. Le richieste delle società scientifiche
La disfunzione del sistema di clearance glinfatica non è solo un epifenomeno, ma un meccanismo potenzialmente coinvolto nell'accumulo di patologia amiloide e tau
Uno studio individua nel cosiddetto neuroproteasoma un possibile collegamento biologico tra i due principali fattori di rischio della malattia: l'invecchiamento e il genotipo APOE4
La standardizzazione delle procedure di raccolta, conservazione e processamento dei campioni biologici è fondamentale per garantire l’affidabilità dei biomarcatori utilizzati nella clinica
L'Agenzia ha avviato un confronto diretto con neurologi e associazioni dei pazienti sugli anticorpi monoclonali destinati alle fasi iniziali della malattia
Un position paper di SIN, SIBioC e SINdem indica p-tau217 tra i test ematici più accurati per supportare la diagnosi di Alzheimer e chiede regole uniformi per l’uso clinico in Italia
La gestione delle demenze sta entrando in una fase di trasformazione che richiede un adeguamento del sistema sanitario e sociale. Il tema al centro del Congresso Aip
Un panel di 21 esperti ha passato in rassegna 80 molecole già approvate per altre indicazioni. Tre sono emerse come candidati i più interessanti per futuri studi
Uno studio pubblicato su Nature Aging identifica un pannello di tre proteine plasmatiche che distingue Alzheimer, MCI e soggetti sani con accuratezza superiore all’83%
Un’analisi pubblicata su npj Dementia stima che le varianti comuni del gene APOE possano spiegare la maggior parte dei casi di Alzheimer e quasi metà delle demenze
Il report “The Prevalence of Dementia in Europe 2025” stima in Italia un aumento dei casi da 1.436.859 a 2.218.571 entro il 2050, con incidenza sulla popolazione dal 2,43% al 4,28%
Una review su The Lancet descrive l’evoluzione della diagnosi di Alzheimer: dai test post-mortem ai biomarcatori PET e liquor, fino ai nuovi esami del sangue già disponibili in alcuni Paesi
Lecanemab è una terapia capace di rallentare in modo significativo il declino cognitivo e funzionale, agendo direttamente sulle placche amiloidi, considerate uno dei meccanismi chiave della patologia
Il farmaco è indicato nei pazienti con deterioramento cognitivo lieve, inclusa la demenza lieve, e può contribuire a rallentare la progressione dei problemi cognitivi
In occasione della Giornata Mondiale, la Federazione Alzheimer Italia ha diffuso un Decalogo per la prevenzione della demenza, con le più recenti evidenze scientifiche
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