Circa 500 medici di medicina generale provenienti da tutta Italia hanno partecipato oggi a Roma alla manifestazione promossa dal Sindacato medici italiani (Smi) contro la riforma della medicina generale proposta dal ministro della Salute Orazio Schillaci. Al termine del presidio davanti al ministero della Salute, una delegazione del sindacato è stata ricevuta dal Capo di Gabinetto del Ministero, Marco Mattei.
Secondo quanto riferito dallo Smi, nel corso dell’incontro le richieste avanzate dal sindacato sarebbero state recepite e la prossima settimana è previsto un ulteriore confronto per ridefinire la bozza di decreto legge sulla riforma della medicina generale.
Nel comunicato diffuso al termine della manifestazione, il sindacato ribadisce il proprio no alla retribuzione per obiettivi, alla deroga dei blocchi contrattuali e al ruolo unico. Lo Smi chiede inoltre di mantenere la validità degli accordi contrattuali nazionali e regionali fino all’eventuale subentro di nuovi accordi e di bloccare “le equiparazioni forzate” tra cure primarie e specializzazioni ospedaliere.
Tra le proposte avanzate dal sindacato figurano invece l’istituzione della scuola di specializzazione in Medicina generale e il rilancio della medicina dei servizi attraverso una modifica dell’articolo 8 del decreto legislativo 502/92, indicata come canale prioritario per l’attivazione delle Case di Comunità.
“Lo spirito del nostro sindacato è propositivo ma, allo stesso tempo, può essere fermamente oppositivo. Se non saremo ascoltati, non escludiamo lo sciopero con la chiusura degli ambulatori”, ha dichiarato la segretaria generale dello Smi Pina Onotri.