Una ricerca pubblicata su NeuroImage: Clinical analizza la capacità della PET amiloide di prevedere l’atrofia cerebrale in adulti anziani senza demenza. Lo studio fa parte del progetto multicentrico AMYPAD Prognostic and Natural History Study e include 1.329 partecipanti, età media di 68,2 anni, sottoposti a PET con [18F]flutemetamol o [18F]florbetaben e risonanza magnetica pesata in T1. Per 684 soggetti erano disponibili dati longitudinali, con un follow-up mediano di 3,4 anni.
Gli autori hanno valutato il rapporto tra carico amiloide basale, quantificato con il metodo Centiloide, e modificazioni nel tempo di volume e spessore corticale. I modelli lineari misti hanno mostrato che un maggiore deposito amiloide è associato a atrofia progressiva in più regioni del cervello, in particolare nel giro fusiforme (βVolume = −0,006; βThickness = −0,009), nell’ippocampo (βVolume = −0,005), nel cingolato posteriore (βVolume = −0,006) e nel precuneo (βVolume = −0,004; βThickness = −0,007). I risultati si confermano anche considerando solo individui cognitivamente normali (CDR = 0).
Ulteriori analisi hanno corretto i modelli per i biomarcatori liquorali p-tau181 e t-tau. In questa condizione, soltanto l’atrofia del giro fusiforme rimane predetta dal carico amiloide, suggerendo un possibile contributo Aβ-dipendente ma indipendente dalla tau.
Gli autori hanno inoltre valutato l’influenza di sesso e APOE-ε4. L’atrofia temporale risulta più marcata nelle donne, mentre la presenza di almeno un allele APOE-ε4 è associata a una maggiore perdita di volume nelle aree frontali, latero-temporali e nell’ippocampo. La perdita volumetrica appare più sensibile alle differenze di sesso, mentre la riduzione dello spessore corticale risulta più influenzata dal profilo APOE-ε4.
Secondo lo studio, nei soggetti anziani con cognizione preservata, la PET amiloide permette di identificare precocemente pattern di neurodegenerazione regionale e può rappresentare uno strumento utile per la stratificazione del rischio nei trial di prevenzione dell’Alzheimer. Volume e spessore corticale emergono come biomarcatori sensibili per rilevare i primi effetti dell’accumulo di amiloide.
Fonte
Studio pubblicato su NeuroImage: Clinical (doi: 10.1016/j.nicl.2025.103912).
Amyloid PET predicts atrophy in older adults without dementia: Results from the AMYPAD Prognostic & Natural History study - PubMed