I casi di demenza in Italia saliranno del 54% entro il 2050, passando da 1.436.859 a 2.218.571 persone, con un’incidenza sulla popolazione che crescerà dal 2,43% al 4,28%. Lo indica il report “The Prevalence of Dementia in Europe 2025” di Alzheimer Europe, presentato dalla Federazione Alzheimer Italia.
Secondo le stime, l’Italia è il Paese dell’Unione europea con la quota più elevata di persone con demenza in rapporto alla popolazione. La crescita è attribuita principalmente all’invecchiamento demografico e riguarda in modo prevalente le fasce di età più avanzate. Entro il 2050, nel nostro Paese, le persone con demenza con più di ottanta anni saranno circa 1,7 milioni.
Il report evidenzia anche una marcata differenza di genere. In Italia circa due terzi delle persone con demenza sono donne. Nel 2025 le donne con demenza sono stimate in circa 945.672, contro 491.187 uomini. Nel 2050 le donne supereranno 1.411.586, mentre gli uomini saranno 806.985. Il dato riflette una maggiore sopravvivenza femminile nelle età più avanzate e una maggiore esposizione delle donne anche al carico assistenziale familiare.
A livello europeo, le persone con demenza passeranno da 9.065.706 nel 2025 a 14.335.788 nel 2050 nei Paesi dell’Unione europea, con un aumento del 58%. Considerando anche i Paesi extra Ue inclusi nello studio, il totale salirà da 12.122.979 a 19.905.856, con una crescita complessiva del 64%.
Il documento aggiorna il precedente “Dementia in Europe Yearbook” del 2019 ed è basato su diciotto studi comunitari, per un totale di 43.995 partecipanti. Le prevalenze per fasce di età e sesso sono state applicate alle proiezioni demografiche delle Nazioni Unite aggiornate al 2024.
Secondo Mario Possenti, segretario generale di Federazione Alzheimer Italia e vicepresidente di Alzheimer Europe, “non intervenire oggi rischia di aggravare ulteriormente le sfide future. In Italia la demenza è una vera emergenza di salute pubblica. Il Piano nazionale demenze è in fase di aggiornamento, ma è fondamentale che Governo e istituzioni garantiscano risposte concrete, assicurando un percorso di cura e assistenza omogeneo su tutto il territorio, sostenuto da finanziamenti adeguati”.
Possenti richiama anche il tema dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. “L’invecchiamento della popolazione e l’aumento dei casi impongono un’accelerazione sulla Riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. Senza un intervento tempestivo, il rischio è che sempre più famiglie si trovino sole ad affrontare il peso della demenza”.
Dal lato europeo, Jean Georges, direttore esecutivo di Alzheimer Europe, sottolinea la necessità di riconoscere la demenza come una priorità trasversale. “Ci auguriamo che questi dati spingano i decisori politici, a livello europeo e nazionale, a riconoscere la demenza come una priorità che riguarda sanità, ricerca, politiche sociali e sostegno ai caregiver. Il Manifesto di Helsinki indica azioni concrete, inclusa la necessità di un Piano d’azione europeo sulla demenza e di una missione di ricerca dedicata, sostenuti da finanziamenti adeguati”.
FONTE
Prevalence of Dementia in Europe 2025 | Alzheimer Europe