Sono state emesse le prime linee guida per definire un quadro operativo per l’utilizzo di anticorpi monoclonali anti-amiloide (come Lecanemab e Donanemab) nel trattamento della malattia di Alzheimer.
Il documento fornisce criteri stringenti per la selezione dei pazienti, la conferma dei biomarker, il genotipo, il monitoraggio e l’infrastruttura necessaria per garantire la sicurezza della terapia e la raccomandazione la creazione di un registro nazionale dei pazienti trattati.
Il lavoro, pubblicato dalla rete Swiss Memory Clinics (SMC) sulla rivista Neurodegenerative Diseases, nasce da un’ampia consultazione interdisciplinare tra neurologi, geriatri, psichiatri dell’età avanzata, neuropsicologi, neuroradiologi e rappresentanti di cliniche accademiche e non accademiche. Il documento assume particolare rilievo alla luce della recente autorizzazione del Lecanemab da parte della Commissione Europea. L’obiettivo è garantire un equilibrio tra innovazione terapeutica e responsabilità clinica, e il modello proposto potrebbe ispirare linee guida analoghe in altri Paesi.
Il documento definisce criteri per la selezione dei pazienti, la conferma tramite biomarcatori, la genotipizzazione dell’APOE, il monitoraggio dell’ARIA mediante risonanza magnetica e le infrastrutture necessarie per supportare una somministrazione sicura del trattamento. Sottolinea inoltre l’importanza del consenso informato e raccomanda la creazione di un registro nazionale dei pazienti.
Le linee guida derivano da discussioni interdisciplinari tra clinici– neurologi, geriatri, psichiatri dell’età avanzata, neuropsicologi, neuroradiologi e organizzazioni di pazienti, incluse cliniche della memoria accademiche e non – svoltesi tra agosto 2023 e dicembre 2024 e costituiscono il primo quadro normativo nazionale specifico per l’integrazione dei mAbs nella pratica clinica.
In una dichiarazione congiunta, gli autori principali Dr. Ansgar Felbecker e il Professor Giovanni B. Frisoni hanno commentato: “Abbiamo riunito un gruppo di esperti per fornire raccomandazioni in Svizzera su quando utilizzare gli anticorpi monoclonali anti-amiloide nella cura dei pazienti con Alzheimer. Speriamo che queste linee guida possano favorire l’approvazione di questi nuovi farmaci anche in altri Paesi, per i pazienti che ne hanno diritto.”
Sebbene il documento fornisca un quadro specifico per la realtà svizzera, gli autori auspicano che, entrando in una nuova era terapeutica, queste raccomandazioni possano coniugare innovazione e responsabilità clinica – offrendo un modello ad altri Paesi alle prese con sfide simili.
“Le linee guida proposte dagli esperti svizzeri hanno davvero la possibilità di trasformare la cura dell’Alzheimer a livello globale” ha concluso il Professor Gilles Allali, Editor-in-Chief di Neurodegenerative Diseases.