Ocrelizumab riduce del 30% il rischio di progressione della disabilità nelle persone con sclerosi multipla progressiva, compresi pazienti più anziani e con forme avanzate della malattia. È il risultato dello studio internazionale di fase III Oratorio-Hand, pubblicato su Lancet e presentato in occasione della Giornata mondiale della sclerosi multipla.
Il trial ha coinvolto oltre 1.000 pazienti in 22 Paesi ed è il più ampio studio controllato con placebo condotto finora in questa popolazione. Secondo i risultati, il trattamento ha ridotto del 41% il peggioramento della funzionalità di mani e arti superiori a 12 settimane e del 52% il rischio di dover ricorrere alla sedia a rotelle. Nei pazienti con attività infiammatoria documentata alla risonanza magnetica la riduzione del rischio di progressione della disabilità ha raggiunto il 55%.
Lo studio ha incluso persone fino a 65 anni di età e pazienti con compromissione avanzata della mobilità, categorie spesso escluse dai precedenti trial clinici. Secondo i ricercatori, i risultati suggeriscono che il farmaco potrebbe essere utile in una popolazione più ampia rispetto a quella oggi trattata.