L'esposizione prolungata alle ondate di calore è associata a un aumento dei ricoveri ospedalieri per disturbi mentali e comportamentali. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Nature Health, che ha analizzato oltre 2,6 milioni di ricoveri registrati durante la stagione calda in Brasile, Canada, Cile e Nuova Zelanda.
I ricercatori della Monash University, guidati da Yuming Guo e Shanshan Li, hanno esaminato 2.618.307 ricoveri avvenuti tra il 2000 e il 2019 in 852 località, utilizzando un'analisi case-crossover stratificata nel tempo. Le ondate di calore sono state definite come periodi di almeno quattro giorni consecutivi con temperature medie giornaliere superiori al 97,5° percentile locale.
Lo studio mostra che l'esposizione a queste condizioni è associata a un aumento del rischio di ricovero per disturbi mentali del 3,3% nello stesso giorno dell'esposizione (rischio relativo 1,033). L'effetto cumulativo nei nove giorni successivi raggiunge un incremento del 5,6% (RR 1,056).
L'associazione è risultata più marcata tra gli anziani e tra i residenti nelle aree a bassa densità di popolazione. Gli autori osservano che il caldo estremo può aggravare condizioni psichiatriche preesistenti attraverso diversi meccanismi, tra cui alterazioni del sonno, risposte fisiologiche allo stress e una maggiore vulnerabilità nei soggetti con ridotta capacità di termoregolazione o che assumono farmaci che aumentano la sensibilità al calore. Anche il disagio psicologico e le modificazioni comportamentali legate alle alte temperature potrebbero contribuire alla destabilizzazione dei sintomi.
Secondo gli autori, i risultati evidenziano la necessità di includere la salute mentale nella pianificazione delle risposte sanitarie alle ondate di calore. "Questi risultati indicano che il caldo estremo prolungato può aumentare acutamente la domanda di assistenza ospedaliera per problemi di salute mentale e supportano la necessità di una preparazione mirata durante le ondate di calore intense", afferma Yuming Guo.
Per Shanshan Li, il cambiamento climatico rappresenta un fattore sempre più rilevante per la salute mentale globale. L'aumento della frequenza e dell'intensità delle ondate di calore, osservato in molte aree del mondo, può contribuire ad amplificare il carico dei disturbi mentali e comportamentali.
Gli autori sottolineano che si tratta del primo studio multicentrico internazionale a valutare l'associazione tra ondate di calore e ricoveri per disturbi mentali, analizzando differenze in relazione a età, sesso, densità di popolazione, livello economico, diffusione dei condizionatori d'aria e accessibilità ai servizi sanitari.