La sorveglianza nazionale condotta in Francia nel 2024 documenta un aumento precoce delle infezioni da enterovirus D68 (EV-D68), con un coinvolgimento rilevante anche della popolazione adulta e la segnalazione di complicanze neurologiche in una quota di pazienti. I dati, pubblicati su Emerging Infectious Diseases, sono accompagnati da uno studio statunitense che descrive le modalità di trasmissione del virus all'interno delle famiglie.
L'analisi francese ha incluso 919 infezioni confermate da EV-D68, di cui il 49,1% negli adulti. Tra i pazienti sono state registrate 169 forme gravi, 102 nei bambini e 67 negli adulti. Le manifestazioni cliniche erano prevalentemente respiratorie, ma sono state osservate anche complicanze neurologiche: sette bambini hanno sviluppato convulsioni o encefalite, mentre quattro adulti hanno presentato mielite; in tre di questi casi è stata diagnosticata una sindrome di Guillain-Barré. Gli autori sottolineano che l'epidemia del 2024 ha interessato gli adulti in misura maggiore rispetto agli anni precedenti e richiamano l'importanza di mantenere una sorveglianza clinica e virologica estesa a tutte le fasce di età.
L'indagine ha inoltre evidenziato la contemporanea circolazione dei sottogruppi virali A2 e B3. Il sottogruppo A2 è risultato predominante, soprattutto negli adulti, ed è stata identificata una nuova linea genetica derivata da A2 caratterizzata da mutazioni concentrate in regioni esposte della proteina capsidica VP1. Secondo gli autori, il monitoraggio genomico è essenziale per seguire l'evoluzione del virus e comprenderne la diffusione.
Un secondo studio, condotto negli Stati Uniti nell'ambito della coorte prospettica CASCADIA, ha valutato la trasmissione dell'EV-D68 all'interno delle famiglie. Su 1.040 nuclei familiari monitorati tra il 2022 e il 2024, sono stati identificati 35 casi indice sintomatici. Il tasso stimato di infezione sintomatica secondaria è risultato pari al 13,6%.
L'analisi genomica ha confermato la stretta correlazione tra i ceppi isolati nei componenti dello stesso nucleo familiare. Gli autori osservano che la trasmissione sembra avvenire prevalentemente dai bambini in età scolare agli adulti, pur evidenziando che il virus rappresenta una causa meno frequente di malattia respiratoria sintomatica in ambito domestico rispetto ad altri patogeni come virus respiratorio sinciziale, influenza e SARS-CoV-2.
Gli autori dei due studi concludono che la circolazione continuativa dell'EV-D68 rende necessario mantenere una sorveglianza virologica e genomica, insieme a un'adeguata attenzione clinica, non solo nei bambini ma anche negli adulti, considerato il possibile coinvolgimento neurologico osservato durante le recenti epidemie.