I risultati dello studio Resolute presentati al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO) in corso a Chicago indicano un possibile avanzamento terapeutico nel tumore del pancreas metastatico già trattato. La molecola sperimentale daraxonrasib ha, infatti, portato la sopravvivenza media a 13,2 mesi rispetto ai 6,7 mesi osservati con la chemioterapia.
Lo studio ha coinvolto circa 500 pazienti con adenocarcinoma pancreatico metastatico già sottoposti a precedenti linee di trattamento. I risultati sono stati presentati in sessione plenaria, uno degli spazi scientifici di maggiore rilievo del congresso.
Daraxonrasib è una terapia orale che agisce bloccando l'attività di KRAS, alterazione presente in oltre il 90% dei casi di adenocarcinoma duttale pancreatico. Secondo i dati presentati, il trattamento ha mostrato anche una migliore tollerabilità rispetto alle opzioni chemioterapiche disponibili.
"Lo studio Resolute 302 è stato concepito per valutare un trattamento di seconda linea con l'obiettivo di definire un nuovo standard di cura per questi pazienti che risulti più efficace e comporti minori effetti collaterali rispetto alle chemioterapie ora disponibili", ha dichiarato Brian Wolpin del Dana-Farber Cancer Institute di Boston.
Per Nicola Silvestris, direttore dell'Oncologia dell'Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari e segretario nazionale AIOM, il risultato apre "un nuovo scenario" per una popolazione di pazienti che disponeva di poche alternative terapeutiche dopo il fallimento dei trattamenti precedenti.
La molecola è attualmente in fase di valutazione regolatoria. Negli Stati Uniti è disponibile attraverso programmi di accesso anticipato, mentre in Europa è in corso l'iter presso l'Agenzia europea dei medicinali (EMA). I ricercatori stanno inoltre valutando il farmaco in studi rivolti a pazienti in fasi più precoci della malattia e in altre neoplasie correlate alle mutazioni della famiglia RAS.