"La vera riforma della sanità è riuscire a unire i vari attori e renderli estremamente sinergici, perché l'unione fa la forza". È questo, secondo Alessandro Politi, medico di medicina generale e Coordinatore Nord Italia della SIMG, il principale valore del progetto Breast CoNnEcTion – Breast NET, nato per rafforzare il collegamento tra medici di famiglia e Breast Unit nella gestione delle pazienti con sospetto tumore della mammella. Nell’intervista a Doctor33, Politi spiega che il progetto "realizza quello che dovrebbe essere la normalità": una collaborazione strutturata tra territorio e specialisti in un momento di particolare fragilità per le donne che ricevono una diagnosi o anche solo un sospetto di neoplasia.
"Le pazienti arrivano spesso confuse e spaventate, bombardate da informazioni imprecise. Il medico di famiglia è il loro primo punto di riferimento e poter contare su un'interfaccia diretta con i colleghi senologi è davvero un grande vantaggio". Tra gli strumenti messi a disposizione dei medici di medicina generale c'è la checklist BREAST NET, che Politi ha già avuto modo di utilizzare. "Le pazienti si sentono rassicurate, guidate e indirizzate rapidamente verso lo specialista. Per noi è uno strumento molto pratico, che ci aiuta a formulare un sospetto diagnostico più preciso e a svolgere quell'attività di counseling che oggi è diventata parte integrante della medicina generale". Un ruolo decisivo è affidato anche alla tecnologia. Attraverso il sistema digitale, il medico può compilare e inviare la checklist direttamente alla Breast Unit, condividendola anche con la paziente. "La difficoltà principale nel rapporto tra medicina generale e specialistica è sempre stata la mancanza di canali diretti. Questo progetto dimostra che gli strumenti informatici, se utilizzati bene, possono rendere la comunicazione molto più rapida ed efficace".
Secondo Politi, il modello è destinato ad andare oltre la senologia. "Avere canali preferenziali tra territorio e ospedale non è solo possibile, ma auspicabile. Esperienze analoghe sono già in corso, ad esempio nella gestione della Bpco e dello scompenso cardiaco. La telemedicina e le tecnologie oggi disponibili ci consentono di condividere dati e referti in tempi molto più rapidi. È questa la direzione in cui dovrebbe evolvere il Servizio sanitario nazionale".