Professione medica
Alzheimer
08/04/2026

Alzheimer, rischio più basso con vaccino antinfluenzale ad alte dosi negli over 65

Il vaccino antinfluenzale ad alte dosi riduce il rischio di Alzheimer negli over 65 rispetto al vaccino standard: i risultati di uno studio di coorte

alzheimer

Il vaccino antinfluenzale ad alte dosi è associato a un rischio inferiore di demenza di Alzheimer rispetto al vaccino standard negli adulti con età ≥65 anni. È quanto emerge da uno studio di coorte retrospettivo pubblicato su Neurology.

L’analisi, basata sul database statunitense IQVIA PharMetrics Plus, ha incluso oltre 160.000 individui anziani senza precedenti segni di deterioramento cognitivo. I partecipanti sono stati seguiti fino a tre anni dopo la vaccinazione. Il confronto ha riguardato vaccini inattivati ad alte dosi (H-IIV) e a dosaggio standard (S-IIV).

Durante il follow-up, il vaccino ad alte dosi è risultato associato a una riduzione significativa del rischio di Alzheimer nei primi 25 mesi dopo la somministrazione. Il numero necessario da trattare (NNT) minimo è stato pari a circa 185 a 25 mesi. L’effetto è risultato più evidente nelle donne, con una riduzione del rischio osservata tra 1 e 13 mesi, mentre negli uomini il segnale è stato meno consistente.

Lo studio ha utilizzato un approccio di “target trial emulation” per ridurre i bias tipici degli studi osservazionali e ha applicato modelli statistici con pesi di probabilità inversa per bilanciare le caratteristiche dei gruppi. L’outcome è stato definito attraverso codici diagnostici e prescrizioni di farmaci specifici per Alzheimer.

Tra i possibili meccanismi, gli autori indicano sia l’effetto protettivo contro l’infezione influenzale, con conseguente riduzione dell’infiammazione sistemica e neuroinfiammazione, sia meccanismi immunologici indiretti, come la modulazione dell’immunosenescenza e dell’inflammaging.

I risultati si inseriscono in un filone di ricerca che suggerisce un’associazione tra vaccinazioni e riduzione del rischio di demenza. Tuttavia, lo studio presenta limiti rilevanti: durata del follow-up limitata, assenza di dati su stile di vita e biomarcatori, possibile misclassificazione diagnostica e mancanza di dati sulla mortalità.

Gli autori sottolineano la necessità di studi prospettici e con follow-up più lungo per chiarire se l’effetto osservato sia legato alla prevenzione delle infezioni o a meccanismi immunologici indipendenti.

Fonte: Neurology, Bukhbinder AS et al., 2026.

Risk of Alzheimer Dementia After High-Dose vs Standard-Dose Influenza Vaccination | Neurology

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