Un recente studio ha valutato efficacia e tollerabilità del cabozantinib in pazienti con carcinomi tiroidei scarsamente differenziati (PDTC) nel contesto clinico reale
I risultati dello studio sostengono l’implementazione del plozasiran come opzione terapeutica per l'ipertrigliceridemia grave, con l'obiettivo di prevenire la pancreatite acuta nei pazienti con FCS
Sono finalmente disponibili in Italia nuovi farmaci attesi da tempo: in particolare, gli agonisti del recettore GLP-1 e ora anche i dual agonist, queste terapie cambiano l’approccio clinico al contrasto dell'obesità
Una volta che gli studi clinici randomizzati controllati (RCT) confermano il beneficio di un intervento, un'efficace traduzione delle conoscenze garantisce che la popolazione generale ne tragga beneficio
Ci si chiede se ci sia un possibile razionale nell’associazione tra semaglutide e la neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica: tra le evidenze cliniche disponibili vi sono alcuni studi retrospettivi osservazionali
Sebbene la terapia con statine rappresenti ad oggi il trattamento di prima linea per la riduzione del colesterolo LDL e del rischio cardio-vascolare nei pazienti con diabete, diversi studi hanno dimostrato che si associa a un aumento dose-dipendente
I progressi nelle terapie anti-virali nell'ultimo decennio hanno ridotto i casi di HCC legati a infezione. Per contro, sono diventate più frequenti e principale causa di HCC le epatopatie metaboliche e steatosiche non legate all'alcool
Numerose evidenze suggeriscono che i livelli di vitamina D nella donna durante la gravidanza correlino con la densità ossea e/o il contenuto minerale osseo dei bambini durante l’infanzia
Considerato il rischio fratturativo elevato, la nota AIFA 79 rimborsa i farmaci osteo-attivi per i pazienti di età ≥ 50 anni in terapia steroidea a una dose ≥ 5 mg/die di prednisone, anche se per i dati sarebbe opportuno pensarci fin dai 2.5 mg/die
Sfruttare l’effetto dei farmaci disponibili per la cura dell’obesità e del diabete di tipo 2 anche per la cura delle complicanze a essi correlate è uno degli obiettivi crescenti della ricerca degli ultimi anni
L’uso protratto di corticosteroidi per più di tre mesi comporta un incremento significativo del rischio di insufficienza surrenalica, con una probabilità superiore di sei volte rispetto ai soggetti trattati con farmaci non steroidei
Nella fisiopatologia dell’obesità, in seguito all’assunzione di cibo si verifica un aumento dei livelli di leptina prodotta dagli adipociti, che stimola la produzione di pro-opio-melanocortina nel nucleo arcuato dell’ipotalamo
Negli ultimi anni si è cercato di approfondire se una maggiore esposizione della popolazione ai glucocorticoidi endogeni potesse contribuire all’insorgenza di disordini metabolici e all’aumento del rischio cardiovascolare
Tirzepatide ha ridotto il rischio di un end-point composito di morte cardiovascolare e peggioramento di HF rispetto a placebo in pazienti affetti da HFpEF e obesità
Eccesso ponderale, insulino-resistenza, iperglicemia e infiammazione cronica potrebbero giocare un ruolo determinante nella patogenesi dell’osteo-artrosi in pazienti con patologie metaboliche
Il fattore di crescita insulino-simile o somatomedina C è l’ormone peptidico di origine soprattutto epatica tramite il quale si esegue il monitoraggio dell’attività di malattia nei pazienti affetti da acromegalia
Recentemente è stata introdotta la nomenclatura “Malattia Epatica Steatosica Associata a Disfunzione Metabolica” per definire un quadro caratterizzato da steatosi epatica in assenza di altre cause di steatosi epatica
L’obesità è una patologia cronica ingravescente e recidivante, la cui prevalenza è in continuo aumento. Si può associare a diverse complicanze metaboliche e non
Nel corso della transizione menopausale circa il 70% delle donne manifesta un incremento ponderale di circa 2 kg, prevalentemente caratterizzato da aumento dell’adiposità viscerale
L’acido bempedoico è un farmaco ipocolesterolemizzante, somministrabile per via orale una volta al giorno che inibisce l’ATP-citrato-liasi, enzima coinvolto nel processo di sintesi del colesterolo a monte del punto di attacco delle statine
Nonostante siano oggi disponibili numerose molecole per il trattamento del DM, circa un quarto dei pazienti necessita nel corso della vita di un trattamento insulinico più o meno complesso
Le strategie principalmente utilizzate per l'induzione puberale nei soggetti affetti da IHH sono la terapia con testosterone e la terapia con gonadotropine, ma non è ancora completamente definito quale sia la migliore
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