Farmaci
Corticosteroidi
03/06/2025

Corticosteroidi e rischio di insufficienza surrenalica: evidenze e implicazioni cliniche

L’uso protratto di corticosteroidi per più di tre mesi comporta un incremento significativo del rischio di insufficienza surrenalica, con una probabilità superiore di sei volte rispetto ai soggetti trattati con farmaci non steroidei

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Secondo i dati di una ricerca presentata a Copenhagen durante il primo Congresso Congiunto tra la European Society of Paediatric Endocrinology (ESPE) e la European Society of Endocrinology (ESE), l’uso protratto di corticosteroidi per più di tre mesi comporta un incremento significativo del rischio di insufficienza surrenalica, con una probabilità superiore di sei volte rispetto ai soggetti trattati esclusivamente con farmaci antinfiammatori non steroidei. Inoltre, i pazienti in terapia con steroidi sistemici mostrano una maggiore incidenza di ospedalizzazione per insufficienza surrenalica. Per quanto riguarda i corticosteroidi inalatori, sebbene il loro utilizzo prolungato sia associato a un aumento del rischio di disfunzione surrenalica, non si è osservata un’incidenza più alta di ospedalizzazione per tale condizione. Questi risultati confermano la necessità di un trattamento sostitutivo appropriato, come la somministrazione di idrocortisone, al fine di prevenire la compromissione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

I corticosteroidi sono farmaci ad azione antinfiammatoria utilizzati nel trattamento di diverse patologie, tra cui asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), allergie, artrite e malattie autoimmuni. Tuttavia, la loro assunzione prolungata può interferire con la fisiologica produzione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali. L'impiego di steroidi sistemici, come il prednisolone, per più di tre settimane richiede una sospensione graduale, poiché un'interruzione improvvisa può indurre un’inibizione della secrezione endogena di cortisolo, con conseguente sviluppo di insufficienza surrenalica.

Il gruppo di ricerca coordinato da Patricia Vaduva presso l’Ospedale Universitario di Rennes ha analizzato un ampio campione di 558.667 individui trattati con corticosteroidi sistemici o inalatori per un periodo compreso tra tre mesi e cinque anni, confrontandoli con pazienti che assumevano esclusivamente farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). L’analisi ha rivelato che i soggetti trattati con corticosteroidi sistemici per più di tre mesi avevano un rischio oltre sei volte superiore di insufficienza surrenalica e una probabilità triplicata di ospedalizzazione rispetto ai pazienti trattati solo con FANS. Analogamente, l’uso di corticosteroidi inalatori era associato a un aumento del rischio del 55% di sviluppare insufficienza surrenalica, pur senza un incremento significativo delle ospedalizzazioni.

«Il nostro studio è il più ampio mai condotto per indagare la correlazione tra terapia steroidea a lungo termine e insufficienza surrenalica», ha affermato Vaduva. Pur essendo noto l’effetto inibitorio dei corticosteroidi sulla funzione ipofisaria e sulla regolazione della secrezione di cortisolo, la letteratura disponibile sull’incidenza dell’insufficienza surrenalica conseguente all’uso cronico di steroidi inalatori e sistemici è ancora limitata.

«I nostri dati dimostrano che anche dosaggi relativamente bassi di corticosteroidi inalatori possono compromettere la funzione surrenalica, un’evidenza che contrasta con le ipotesi precedentemente accettate. È fondamentale che questa informazione sia adeguatamente diffusa tra la comunità medica», ha sottolineato Vaduva.

«Un’adeguata gestione terapeutica è essenziale per garantire la sicurezza dei pazienti e per ridurre le ospedalizzazioni evitabili», ha concluso la ricercatrice.

Joint Congress of ESPE and ESE. Copenhagen, Denmark. 10-13 May 2025.

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