Un nuovo pannello di biomarcatori proteici del sangue permette di distinguere con elevata accuratezza la malattia di Alzheimer, la demenza a corpi di Lewy e la demenza frontotemporale
Due ampie coorti real-world mostrano che livelli elevati della proteina sono associati a un maggiore rischio di progressione e che una loro riduzione durante il trattamento si associa a un rischio più basso
Un modello che combina intelligenza artificiale e polisonnografia prevede con buona accuratezza demenza, ictus, infarto, scompenso cardiaco e mortalità a sei anni da una sola note di analisi
Un atlante cellulare della vascolarizzazione cerebrale umana individua cellule e marcatori specifici per isolare il rischio genetico di ictus, Alzheimer, SLA e sclerosi multipla
tDCS bilaterale e riabilitazione intensiva nella disfagia post-ictus: uno studio dimostra che è la logopedia intensiva il principale driver del recupero, ma apre una finestra sugli ictus infratentoriali
I Frontal Release Signs hanno predetto un rischio maggiore di demenza a 7 anni negli adulti cognitivamente normali, rendendoli un’opzione valida e semplice da includere negli screening neurologici
Uno studio nel fattore di trascrizione MYC un regolatore chiave della gliosi patologica, suggerendo un nuovo possibile bersaglio terapeutico per la sclerosi laterale amiotrofica e la demenza frontotemporale
Uno studio mostra che il carico complessivo delle esposizioni ambientali e sociali si associa a un rischio di invecchiamento cerebrale accelerato superiore a quello osservato in diverse malattie neurodegenerative
Una review propone un modello integrato che considera la salute cerebrale come un processo dinamico, influenzato da fattori biologici, psicologici, sociali e ambientali
Uno studio identifica nella dieta DASH il modello alimentare maggiormente associato al mantenimento della salute cognitiva, soprattutto nella mezza età
La disfunzione del sistema di clearance glinfatica non è solo un epifenomeno, ma un meccanismo potenzialmente coinvolto nell'accumulo di patologia amiloide e tau
Il dosaggio del neurofilamento leggero può diventare un complemento utile, non un sostituto, della valutazione clinica e radiologica nell'ictus ischemico
Il profilo genetico potrebbe contribuire a spiegare perché, a parità di terapia e di frequenza di ricadute, alcuni pazienti accumulano disabilità più rapidamente di altri attraverso il danno acuto
I pazienti con Parkinson atleti di endurance avevano una durata di malattia maggiore rispetto ai sedentari, eppure ottenevano punteggi migliori sia alla scala motoria che al test cognitivo
Uno studio individua nel cosiddetto neuroproteasoma un possibile collegamento biologico tra i due principali fattori di rischio della malattia: l'invecchiamento e il genotipo APOE4
Durante il sonno alcuni neuromodulatori si sincronizzano in un ritmo che favorisce l'eliminazione delle proteine tossiche dal cervello. La sua alterazione potrebbe aumentare il rischio di demenza.
L’arrivo dei biomarcatori ematici e delle nuove terapie per la malattia di Alzheimer sta modificando profondamente l’organizzazione dell’assistenza neurologica
L’intelligenza artificiale potrebbe trasformare la neuromodulazione nell’epilessia farmacoresistente, verso strategie predittive, adattive e personalizzate
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Gli algoritmi relativi alla medicina di emergenza rappresentano una risorsa fondamentale per i professionisti sanitari che, ciascuno nel proprio ambito...
L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...