L'assunzione del frutto amazzonico Camu-Camu può ridurre significativamente la steatosi epatica in individui sovrappeso e con livelli elevati di trigliceridi riducendo del 16% il grasso epatico
Recentemente, il CDC ha aggiornato le raccomandazioni per l'uso dei vaccini COVID-19 per la stagione 2024-2025. Ecco quali sono le novità più rilevanti
Approvata in Italia la rimborsabilità a carico del SSN per la profilassi di routine degli episodi emorragici in pazienti con fenotipo emorragico severo
Un nuovo studio evidenzia l'efficacia di un anticorpo monoclonale, Lu AG09222, nella riduzione dei giorni di emicrania in pazienti per i quali i trattamenti preventivi precedenti erano stati inefficaci
Un recente studio mostra come non ci siano benefici significativi in termini di riduzione della disabilità post-ictus per i pazienti trattati con argatroban o eptifibatide rispetto al placebo
L'American Journal of Gastroenterology ha pubblicato una nuova linea guida sul trattamento dell'infezione da Helicobacter pylori, che infetta oltre la metà della popolazione mondiale, in gran parte in maniera asintomatica
Un recente studio segnala che fino al 19% dei casi di demenza tra gli anziani potrebbe essere evitato correggendo i deficit visivi, spesso modificabili. I risultati supportano l'inclusione di misurazioni oggettive multiple del deficit visivo
Nel contesto clinico, la diagnosi precoce del diabete di tipo 1 si associa a un miglior controllo glicemico a lungo termine. Una diagnosi tempestiva di diabete può essere cruciale per migliorare il controllo metabolico e la remissione
A differenza del diabete di tipo 2, il LADA non richiede un trattamento insulinico entro i primi sei mesi dalla diagnosi, poiché la funzione delle beta cellule del pancreas è ancora parzialmente preservata
Hli inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio-2, utilizzati per trattare il diabete di tipo 2, potrebbero anche prevenire la demenza, con benefici che aumentano con la durata del trattamento
L’irregolarità nella durata del sonno aumenta il rischio di diabete di tipo 2 negli adulti più anziani. Questo è il principale risultato emerso da uno studio prospettico condotto su 84.421 partecipanti
Il diabete materno di tipo 1 conferisce una protezione relativa a lungo termine nella prole, ma il diabete di tipo 1 risulta infatti essere due volte più comune tra i figli di uomini con diabete di tipo 1
La ridotta funzione fisica, e non le caratteristiche scheletriche, è la causa principale dell'aumento del rischio di fratture nelle donne anziane con diabete di tipo 2
Gli autori italiani invitano alla prudenza e sottolineano la necessità di nuovi studi per chiarire il nesso causale tra i farmaci antidiabetici usati anche per perdere peso e le ideazioni suicidarie
Il Comitato per i medicinali per uso umano dell'Ema ha raccomandato l'autorizzazione all'immissione in commercio per la formulazione aggiornata del vaccino contro la variante JN.1 Covid-19 di Moderna
La variabilità di incidenza e mortalità del cancro alla prostata varia molto nei 26 Paesi europei. I motivi? Principalmente l'uso del test del PSA. Ecco i risultati di un nuovo studio
I risultati di un nuovo studio evidenziano un incremento preoccupante del consumo di bevande zuccherate fra i più giovani. Ecco le abitudine malsane e le proposte per contrastarle
Le nuove linee guida 2024 della Società Europea di Cardiologia per la gestione dell'ipertensione si concentrano su un approccio più ampio per migliorare la diagnosi e il trattamento dell'ipertensione
Un'importante metanalisi ha valutato la sicurezza a lungo termine degli inibitori della prolil-idrossilasi del fattore inducibile dall'ipossia nei pazienti con malattia renale cronica
Un nuovo studio affronta i rischi associati all'infezione da virus del cosiddetto vaiolo delle scimmie durante la gravidanza, evidenziando la necessità urgente di comprendere meglio la trasmissione verticale e le strategie di trattamento
Rivaroxaban in combinazione con l'aspirina nel migliorare la distanza di cammino nei pazienti affetti da claudicatio intermittens mostrando risultati promettenti, suggerendo un miglioramento significativo della distanza percorsa
Continuare o interrompere la gli ACE inibitori prima di un intervento chirurgico è una questione dibattuta. Un nuovo studio cerca di far chiarezza sulla questione e rileva che non c'è una risposta chiara
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