Governo e Parlamento
Liste attesa
11/06/2026

Liste d'attesa, approvato il nuovo Piano 2026-2028. Dalle prescrizioni ai Cup, ecco cosa cambia

Via libera della Conferenza Stato-Regioni al nuovo Piano nazionale sulle liste d'attesa. Nuove regole per prescrizioni, priorità, prenotazioni e presa in carico dei pazienti

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La Conferenza Stato-Regioni ha approvato il nuovo Piano nazionale di governo delle liste d'attesa (PNGLA) 2026-2028, il documento che definisce le misure per migliorare l'accesso alle prestazioni sanitarie e rafforzare il monitoraggio dei tempi di attesa nel Servizio sanitario nazionale. Il Piano sostituisce il precedente PNGLA 2019-2021 e introduce nuove disposizioni che riguardano prescrizioni, prenotazioni, appropriatezza e organizzazione dell'offerta assistenziale. 

Tra le novità previste vi è l'impegno delle Regioni e delle Province autonome a far confluire nei sistemi dei Centri unici di prenotazione (Cup) tutte le agende di prenotazione, comprese quelle della libera professione intramuraria. L'obiettivo è disporre di una visione unitaria dell'offerta disponibile e rendere più efficace il monitoraggio dei tempi di accesso alle prestazioni. 

Il Piano introduce inoltre sistemi di conferma e disdetta delle prenotazioni. I Cup dovranno prevedere strumenti per ricordare agli assistiti la data dell'appuntamento e consentire la conferma o la cancellazione almeno due giorni lavorativi prima dell'erogazione della prestazione. In caso di mancata presentazione senza giustificata disdetta, anche gli assistiti esenti potranno essere tenuti al pagamento della quota ordinaria di partecipazione al costo prevista per la prestazione prenotata e non usufruita. 

Un capitolo rilevante riguarda l'attività prescrittiva. Per tutte le prestazioni specialistiche ambulatoriali diventano obbligatorie l'indicazione della tipologia di accesso, della classe di priorità e del quesito diagnostico. Per i primi accessi restano confermate le classi U, B, D e P, con tempi massimi rispettivamente di 72 ore, 10 giorni, 30 o 60 giorni e 120 giorni. Il Piano sottolinea inoltre la necessità che la classe di priorità sia attribuita sulla base del bisogno clinico del paziente e non della disponibilità delle agende. 

Particolare attenzione viene dedicata alla presa in carico. Le prestazioni successive al primo accesso dovranno essere prescritte dallo specialista che segue il paziente, senza rinviarlo al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta per la sola prescrizione del controllo. Le Regioni dovranno adottare modalità organizzative che consentano la prenotazione delle prestazioni successive contestualmente alla prescrizione da parte dello specialista. 

Tra gli obiettivi del nuovo Piano figura anche il rafforzamento dell'appropriatezza prescrittiva. Il documento prevede un maggiore utilizzo di linee guida, buone pratiche clinico-assistenziali e percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali per orientare le prescrizioni e contenere il ricorso a prestazioni inappropriate. L'Istituto superiore di sanità sarà chiamato a promuovere la produzione di strumenti di supporto per i professionisti sanitari, con particolare attenzione alle aree che generano maggiore pressione sulle liste d'attesa. 

Sul fronte dell'organizzazione dell'offerta, il Piano richiama il ruolo delle strutture territoriali previste dal DM 77, della telemedicina, della farmacia dei servizi e dei nuovi modelli di presa in carico dei pazienti cronici e fragili. Viene inoltre prevista una maggiore integrazione tra sistema pubblico e privato accreditato e il potenziamento degli strumenti di monitoraggio attraverso la Piattaforma nazionale delle liste d'attesa e i flussi informativi nazionali. 

Entro 120 giorni dall'entrata in vigore del decreto di adozione del Piano, Regioni e Province autonome dovranno approvare i rispettivi Piani regionali di governo delle liste d'attesa, in coerenza con le indicazioni nazionali. 

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