È stato istituito ufficialmente l’Osservatorio nazionale per lo studio dell’obesità (OSO). Il decreto del ministro della Salute del 19 giugno 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 luglio, definisce la composizione dell’organismo previsto dalla legge 149/2025, la prima normativa nazionale che riconosce l’obesità come malattia progressiva e recidivante e ne disciplina la prevenzione e la cura. L’Osservatorio sarà coordinato da Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute, mentre la segreteria scientifica sarà assicurata dall’Istituto superiore di sanità. Tra le società scientifiche chiamate a far parte dell’organismo figura anche l’Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica), presieduta da Barbara Paolini, che sottolinea il valore del riconoscimento istituzionale. "La presenza dell’Adi porta all’interno dell’Osservatorio la competenza della dietetica e della nutrizione clinica italiana, disciplina cardine nella presa in carico della persona con obesità e nella costruzione di percorsi terapeutici basati sull’evidenza", afferma l’associazione.
L’OSO avrà il compito di contribuire alla definizione del Programma nazionale per la prevenzione e la cura dell’obesità, monitorandone successivamente l’attuazione da parte delle Regioni e delle Province autonome. L’organismo dovrà inoltre raccogliere e analizzare dati epidemiologici e diagnostico-terapeutici, promuovere lo studio della patologia e delle sue implicazioni cliniche e sociali e favorire la diffusione di corretti stili di vita. Le informazioni raccolte, insieme alle nuove evidenze scientifiche, confluiranno nella relazione annuale del ministero della Salute destinata al Parlamento. La legge 149/2025 ha previsto per il programma nazionale di prevenzione e cura dell’obesità risorse pari a 700 mila euro per il 2025, 800 mila euro per il 2026 e 1,2 milioni di euro annui dal 2027.