Il negoziato per il rinnovo del contratto 2025-2027 dell’Area Sanità entra nella fase autunnale con l’obiettivo di arrivare alla chiusura entro ottobre. Dopo i confronti di luglio sulla parte normativa ed economica, il prossimo appuntamento tra Aran e sindacati è fissato per il 9 settembre alle 11. Sul tavolo aumenti stimati in 393 euro lordi mensili per 13 mensilità e nuove disposizioni su guardie, incarichi, orario di lavoro e formazione. Il contratto riguarda oltre 130.000 dirigenti medici, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie.
Le trattative ripartono dopo lo stallo di fine luglio sull’aumento dell’indennità di specificità. Su questa voce restano in discussione circa 55 milioni di euro, a seguito di un’interpretazione restrittiva del ministero dell’Economia sulla quale i sindacati, in particolare Anaao Assomed, attendono un chiarimento.
Per il resto, secondo Il Sole 24 Ore, il confronto procede positivamente. Tra i punti sul tavolo figura il miglioramento delle relazioni sindacali, in particolare sul fronte dell’informazione e del confronto regionale. La proposta prevede l’obbligo, e non più la possibilità, per le Regioni di emanare linee di indirizzo.
Nel confronto aziendale rientra anche l’eventuale riduzione o l’esonero dai turni notturni di pronta disponibilità e dalle guardie notturne per il personale che abbia superato i 62 anni di età.
Un altro tema riguarda la formazione, nella quale entra per la prima volta l’intelligenza artificiale. Sul fronte degli incarichi è prevista l’introduzione dello scatto economico per l’incarico del neoassunto al terzo anno ed è in discussione la possibilità di estendere l’automatismo anche al decimo anno.
Sul tavolo c’è inoltre la riformulazione delle disposizioni sull’orario di lavoro, con la cristallizzazione delle ore eccedenti a un determinato momento e l’esclusione della loro dinamicità in funzione dell’incremento economico dei fondi.
Tra le questioni affrontate figura, infine, l’introduzione di una disciplina per l’adeguamento alla direttiva europea sul riconoscimento economico delle indennità accessorie anche durante il periodo di fruizione delle ferie, in analogia con quanto già fatto nel comparto.
L’obiettivo è arrivare alla chiusura del contratto entro ottobre, se il negoziato procederà senza nuovi ostacoli. Tra i nodi ancora da sciogliere resta quello delle risorse per l’aumento dell’indennità di specificità.