Il Veneto definisce un percorso uniforme per le Usl nella gestione delle richieste di suicidio medicalmente assistito, con commissioni multidisciplinari, il coinvolgimento del medico palliativista e l'istituzione di un comitato bioetico regionale. È quanto prevede la legge approvata dal Consiglio regionale. La norma disciplina procedure e organizzazione sanitaria nel perimetro stabilito dalla Corte costituzionale nel 2019.
La richiesta continua a essere presentata dal paziente alla Usl di residenza. Restano i requisiti individuati dalla Consulta: patologia irreversibile, dipendenza da trattamenti sanitari vitali, sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili e piena capacità di prendere decisioni libere e consapevoli.
La verifica dei requisiti spetta a una commissione multidisciplinare prevista in ogni azienda sanitaria. Ne fanno parte diverse professionalità, tra cui medico, neurologo, psicologo, psichiatra, medico legale, infermiere e palliativista. Il paziente può chiedere anche il coinvolgimento di un medico di propria fiducia.
Un ruolo specifico viene attribuito al palliativista. Il suo parere non è vincolante, ma viene definito “rafforzato”: se la commissione esprime collegialmente una valutazione diversa, deve motivarla in modo circostanziato. Il paziente deve inoltre essere preventivamente informato della possibilità di accedere alle cure palliative.
Dopo la valutazione della commissione Usl, la decisione passa al comitato etico. La legge istituisce anche un comitato bioetico regionale, nominato dalla Giunta, chiamato a fornire linee guida e un parere non vincolante da sottoporre al comitato etico.
La partecipazione del personale medico e sanitario ai comitati avviene su base volontaria. In caso di esito positivo del percorso, il farmaco deve essere autosomministrato dal paziente. Il personale medico mantiene un ruolo di supervisione.
La legge non stabilisce invece termini vincolanti per la conclusione della procedura. Il testo originario promosso dall'Associazione Luca Coscioni prevedeva 20 giorni per la verifica medica. La normativa approvata punta soprattutto a uniformare l'organizzazione e i criteri applicati dalle diverse Usl.
L'approvazione del Veneto si inserisce in un quadro nel quale manca ancora una disciplina nazionale sul suicidio medicalmente assistito. Il Veneto interviene dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna ed è la prima Regione governata dal centrodestra ad approvare una normativa in materia.