Anac ha approvato un nuovo Catalogo dei rischi corruttivi in sanità che interessa direttamente anche l’attività di medici, ricercatori e altri professionisti del Servizio sanitario nazionale. Il documento, adottato con delibera n. 318 del 29 luglio 2026, individua le aree maggiormente esposte e propone misure che aziende ed enti del SSN possono inserire nei propri Piani integrati di attività e organizzazione.
Tra gli ambiti considerati figurano prescrizioni, ricerca biomedica, rapporti con l’industria farmaceutica e dei dispositivi, appalti, gestione del personale, libera professione e liste d’attesa. Il Catalogo aggiorna le precedenti indicazioni Anac e introduce nuovi rischi e nuove misure.
Sul fronte delle prescrizioni, l’Autorità individua tra i rischi l’abuso dell’autonomia professionale finalizzato a favorire determinate prestazioni o prodotti in presenza di ricompense o sollecitazioni esterne. Tra le misure suggerite figurano report quantitativi che consentano di correlare il farmaco prescritto con il medico prescrittore e di individuare eventuali anomalie, oltre a controlli amministrativi e regole trasparenti nei rapporti con informatori scientifici e aziende.
Ampio spazio è dedicato alla ricerca biomedica. Anac richiama i rischi connessi ai rapporti tra sponsor, ricercatori e Comitati etici, alla gestione dei proventi delle sperimentazioni, alla manipolazione o pubblicazione selettiva dei risultati e ai conflitti di interesse. Il documento propone dichiarazioni annuali sui rapporti con l’industria, condivisione dei dati grezzi, tracciabilità dei pagamenti, audit sui centri di sperimentazione e canali di whistleblowing protetti.
Per marketing e promozione di farmaci e dispositivi sono citati, tra i rischi, condizionamenti delle prescrizioni attraverso benefici, consulenze o sponsorizzazioni e informazioni promozionali non trasparenti. Le misure comprendono il tracciamento degli incontri tra medici e informatori scientifici, regole per consulenze e sponsorizzazioni e controlli sull’informazione veicolata durante congressi e convegni.
Un altro capitolo riguarda l’attività libero-professionale intramoenia. Anac segnala il rischio di interferenze con l’attività istituzionale, trattamenti preferenziali e gestione non corretta delle priorità. Propone sistemi informatici per monitorare attività e volumi, controlli a campione sull’orario di svolgimento dell’ALPI e verifiche per evitare l’allungamento delle liste istituzionali a favore di quelle private.
Secondo il presidente Anac Giuseppe Busìa, l’8% delle segnalazioni di whistleblowing riguarda il settore sanitario. Il Catalogo interessa anche appalti, accreditamenti, risorse finanziarie e umane, distribuzione dei prodotti e vigilanza.