Il Comitato di Emergenza dell'OMS si è riunito per la seconda volta per rivalutare l'epidemia di malattia da virus Ebola Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo, in applicazione del Regolamento Sanitario Internazionale (RSI 2005). Al termine dei lavori, il Comitato ha confermato al Direttore Generale dell'OMS che l'epidemia in corso costituisce ancora una Public Health Emergency of International Concern (PHEIC) — la massima categoria di allerta prevista dal RSI — precisando al contempo che non soddisfa i criteri di emergenza pandemica, così come definiti dal Regolamento Sanitario Internazionale.
Il Direttore Generale, tenuto conto del parere del Comitato, ha emesso raccomandazioni temporanee aggiornate per gli Stati Parti. Rispetto alle precedenti, le nuove indicazioni per la Repubblica Democratica del Congo forniscono orientamenti più dettagliati su sorveglianza, rilevamento e indagine dei casi, prevenzione e controllo delle infezioni, assistenza clinica, comunicazione del rischio e coinvolgimento della comunità. Significativa è l'introduzione di una nuova sezione dedicata alle misure sociali, agli assembramenti di massa e alla mobilità interna — un ampliamento del perimetro delle raccomandazioni che riflette la complessità operativa di un'epidemia che si diffonde in un contesto geograficamente vasto e segnato da decenni di conflitto armato.
Il prossimo incontro del Comitato di Emergenza è previsto tra tre mesi, salvo convocazione anticipata da parte del Direttore Generale in caso di evoluzione significativa della situazione epidemiologica. Per gli operatori sanitari italiani ed europei che seguono pazienti di ritorno da aree a rischio o che operano in contesti di cooperazione internazionale, il mantenimento dello status di PHEIC implica che le raccomandazioni OMS per i Paesi di accoglienza rimangono pienamente in vigore, incluse quelle relative alla sorveglianza alle frontiere, alla gestione dei contatti e alla notifica tempestiva dei casi sospetti.