Una bambina di 4 anni e mezzo è morta all'Ospedale dei Bambini di Palermo per difterite, una malattia finora considerata pressoché debellata in Italia grazie alla copertura vaccinale. La bimba di nome Anna Rosa, residente nel quartiere Zen del capoluogo siciliano, non era stata vaccinata: i genitori, no vax, avevano rifiutato di immunizzarla. Il caso ha riportato prepotentemente all'attenzione della comunità medica una patologia che la medicina moderna aveva relegato ai libri di storia dell'infettivologia.
Nelle ore successive al decesso, l'indagine epidemiologica avviata dall'ASP 6 di Palermo ha identificato dieci casi positivi alla difterite tra i familiari e i contatti stretti della bambina. L'obiettivo delle autorità sanitarie è duplice: prevenire l'allargamento del focolaio e individuare il paziente zero dal quale sarebbe partito il contagio, per isolare tutti coloro che erano stati in contatto con lui. Sul piano giudiziario, la Procura dei Minori ha aperto un'indagine penale e civile sui genitori, indagati per omicidio colposo e per la potestà genitoriale.
La difterite è un'infezione batterica altamente contagiosa causata da Corynebacterium diphtheriae e, in misura minore, da Corynebacterium ulcerans. La sua pericolosità non risiede tanto nella proliferazione batterica locale, quanto nella tossina difterica che il batterio produce e che, diffondendosi per via ematica, provoca gravi danni multiorgano: lesioni miocardiche, epatiche, renali, surrenali e al sistema nervoso periferico. Le complicanze cardiache possono essere fatali anche dopo l'inizio del trattamento.
Il quadro clinico classico comprende la formazione di pseudomembrane grigio-biancastre sulle tonsille e sulla faringe accompagnate da odinofagia, raucedine, linfoadenomegalia laterocervicale, dispnea, rinorrea e febbre con brividi. Non va sottovalutato che una quota significativa di soggetti infetti può presentare forme paucisintomatiche o del tutto asintomatiche, diventando portatori sani e vettori inconsapevoli di trasmissione.
Sul fronte terapeutico, la difterite richiede intervento immediato con antibiotici — con la somministrazione di antitossina difterica (siero antidifterico), che neutralizza la tossina già prodotta e circolante. Il trattamento richiede quasi sempre il ricovero ospedaliero.
L'ISS ricorda che la difterite è prevenibile con un vaccino sicuro ed efficace, incluso nel calendario vaccinale obbligatorio fin dal primo anno di vita. Il ciclo di base prevede tre dosi di vaccino combinato DTaP (antidifterico, antitetanico, antipertossico) nel primo anno, somministrate nell'ambito della vaccinazione esavalente assieme ai vaccini contro epatite B, Haemophilus influenzae tipo b e poliomielite. Sono previsti richiami al sesto e al dodicesimo anno di vita. Nell'adulto è raccomandata una dose di richiamo con formulazione trivalente dTap ogni 10 anni. La vaccinazione dTap è inoltre raccomandata alle donne a ogni gravidanza, indipendentemente dallo stato vaccinale precedente.
L'ISS ha ribadito, come peraltro già documentato da un'ampia revisione OMS del 2025 su 57 studi, che non esiste alcuna correlazione tra le vaccinazioni e lo sviluppo di autismo.
Il caso di Palermo ricorda come i medici di famiglia, il pediatra e il medico d'urgenza non possono ignorare: la difterite non è scomparsa, è solo diventata rara grazie alla vaccinazione.