I dati epidemiologici dell'estate 2026 confermano un impatto della mortalità correlata al caldo senza precedenti nel contesto europeo. Il Rapporto sulle ondate di calore di luglio 2026, elaborato dal Dipartimento di Epidemiologia attraverso i sistemi di sorveglianza HHWWS e SISMG nell'ambito del Piano Operativo Nazionale per la Prevenzione degli Effetti delle Ondate di Calore, fornisce per l'Italia un'analisi città per città su mortalità e accessi in pronto soccorso nelle popolazioni anziane. Dal contesto europeo, il Robert Koch Institut tedesco stima circa 14.000 decessi attribuibili al caldo nella sola estate 2026, di cui circa 9.600 in una singola settimana a fine giugno durante un'ondata con temperature superiori ai 40°C, un dato che supera del 57% il precedente record tedesco del 2018 (8.900 decessi) e che si concentra prevalentemente nella fascia d'età oltre i 75 anni.
Secondo le elaborazioni Copernicus, luglio 2026 si conferma, come già giugno, il secondo mese più caldo mai registrato a livello globale, con temperature sull'Europa occidentale superiori al valore di riferimento climatico 1991-2020 in media di +2,79°C. Le 27 città italiane monitorate dal sistema HHWWS hanno registrato nel periodo 1-31 luglio anomalie positive di temperatura apparente massima (Tappmax) comprese tra +1,7°C e +4,5°C e di temperatura massima tra +1,3°C e +4°C rispetto al riferimento storico 1996-2025. Il mese ha visto almeno due ondate di calore rilevanti classificate con livelli di rischio 2 e 3: la terza ondata, a partire dal 12 luglio, più breve al Nord (3-5 giorni) e più intensa e prolungata al Centro-Sud (5-16 giorni); la quarta, dal 26 luglio, con livelli di rischio 2 e 3 estesi a tutto il territorio nazionale e ancora in corso nella prima settimana di agosto in gran parte delle città.
L'analisi della sorveglianza della mortalità giornaliera sull'intero mese di luglio evidenzia che la mortalità complessiva nella classe di età 65+ anni è risultata sostanzialmente in linea con l'atteso sia nelle città del Nord (4.437 decessi osservati vs 4.457 attesi) che nel Centro-Sud (5.645 osservati vs 5.623 attesi). L'unica eccezione statisticamente significativa a livello di singola città nel mese complessivo è Palermo con 533 decessi osservati contro i 448 attesi con Cagliari al limite della significatività statistica (117 vs 96).
I dati di sorveglianza degli accessi in pronto soccorso negli over 65, disponibili per nove città sentinella, mostrano un andamento con chiaro trend settimanale senza variazioni rilevanti in concomitanza con le ondate di calore, ad eccezione di lievi incrementi a Venezia, Roma, Reggio Calabria e Palermo. L'assenza di un segnale forte negli accessi in pronto soccorso non esclude un sottoriconoscimento del carico assistenziale nelle fasce più fragili, che possono non raggiungere il pronto soccorso prima del decesso.
La stratificazione per fascia d'età rivela tuttavia un segnale epidemiologico rilevante: l'eccesso di mortalità si concentra selettivamente nella classe 85+ anni, con una variazione percentuale complessiva di +8% (+9% nelle città del Nord, +7% nel Centro-Sud), mentre nelle fasce 65-74 e 75-84 anni la mortalità è risultata inferiore all'atteso, rispettivamente di -17% e -11% al Nord e -8% e -11% nel Centro-Sud, un pattern che potrebbe riflettere un effetto di harvesting dalle ondate precedenti nelle classi più giovani degli anziani.
Restringendo l'analisi ai soli giorni di ondata di calore, il profilo di mortalità in eccesso si fa più nitido e geograficamente concentrato. Reggio Calabria registra la variazione percentuale più elevata (+78%; 57 osservati vs 32 attesi), seguita da Messina (+44%; 49 vs 34), Cagliari (+47%; 56 vs 38) e Palermo (+42%; 261 vs 184). Segnali al limite della significatività statistica emergono a Campobasso (+80%; 18 vs 10) e Pescara (+45%; 29 vs 20). A Roma si osserva un eccesso del 6% durante l'ondata (514 vs 487), non significativo ma numericamente rilevante per la dimensione della città. L'analisi dell'andamento giornaliero documenta inoltre picchi isolati di mortalità in concomitanza o con latenza di alcuni giorni rispetto alle temperature più elevate in numerose città del Nord e del Centro, tra cui Torino, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Foggia e Sassari.
I dati del rapporto ministeriale delineano con precisione il profilo di rischio prioritario: età superiore a 85 anni, residenza nel Sud Italia, esposizione prolungata a ondate di calore di livello 2-3. Per il clinico, la lettura di questi dati suggerisce l'opportunità di strutturare, prima della stagione estiva, una profilazione sistematica dei pazienti anziani a rischio incrementato: soggetti con polipatologia cardiovascolare, respiratoria o renale, in terapia con diuretici, ACE-inibitori, beta-bloccanti o psicofarmaci, con compromissione cognitiva o funzionale, in condizioni di isolamento sociale o senza accesso al raffrescamento. Il monitoraggio clinico proattivo durante i giorni di allerta di livello 2 e 3 e il raccordo con i servizi di assistenza domiciliare rappresentano in questo contesto interventi di prevenzione primaria con solida evidenza epidemiologica.