La permetrina al 5% ha mostrato un'efficacia inferiore rispetto al benzil benzoato e all'ivermectina orale nel trattamento della scabbia in uno studio prospettico multicentrico condotto in Italia. I risultati dello studio SCAB-net, pubblicato su The Lancet Infectious Diseases, secondo gli autori sostengono la necessità di riconsiderare le attuali raccomandazioni terapeutiche.
Lo studio ha coinvolto 28 centri dermatologici italiani tra il 20 giugno 2024 e il 31 dicembre 2025. Sono stati arruolati 1.751 casi indice di scabbia diagnosticati secondo i criteri dell'International Alliance for the Control of Scabies. Per 1.640 pazienti erano disponibili dati completi sul trattamento.
La scelta terapeutica è stata lasciata ai clinici secondo la normale pratica assistenziale e comprendeva crema di permetrina al 5%, ivermectina orale 200 μg/kg, lozione di benzil benzoato al 10-25% e relative combinazioni.
Il benzil benzoato in monoterapia ha ottenuto il tasso di guarigione più elevato, pari all'84,2%, con 250 pazienti guariti su 297. Con la permetrina la guarigione è stata raggiunta nel 42,5% dei casi, 433 su 1.019. Rispetto al benzil benzoato, la permetrina è risultata associata a probabilità significativamente superiori di mancata guarigione (OR 6,85; IC 95% 4,65-10,09; p<0,0001).
L'ivermectina ha raggiunto un tasso di guarigione dell'81,6%, con 449 successi terapeutici su 550, senza differenze significative rispetto al benzil benzoato. Le terapie di combinazione non hanno mostrato un miglioramento significativo degli esiti rispetto al solo benzil benzoato.
Anche la gestione ambientale è risultata associata agli esiti. Il counselling sulla decontaminazione dell'ambiente ha ridotto le probabilità di fallimento terapeutico (OR 0,39; IC 95% 0,26-0,57), mentre immunosoppressione e nazionalità straniera sono risultate associate a un rischio maggiore di mancata guarigione. Si tratta di associazioni osservazionali che non consentono di stabilire un rapporto causale.
Tra i centri partecipanti figura anche l'AOU Meyer IRCCS di Firenze, con Cesare Filippeschi, responsabile della Dermatologia pediatrica, e Teresa Oranges, dermatologa. Secondo il Meyer, il centro ha contribuito allo studio con un'ampia casistica pediatrica e registra attualmente circa 2-3 nuovi casi di scabbia alla settimana, per oltre 100 nuove diagnosi all'anno.
Il Meyer riferisce di studiare da tempo i possibili fallimenti della permetrina. Nel 2022 i suoi specialisti avevano descritto un nuovo segno dermatoscopico e ipotizzato che alcune modificazioni osservate nell'acaro potessero essere correlate alla ridotta risposta al trattamento. Il centro segnala inoltre che una preparazione a base di zolfo è oggi utilizzata come trattamento di scelta nella propria pratica clinica ed è stata inclusa in una Consensus del 2025 sulla gestione della scabbia pediatrica.
Lo studio SCAB-net, tuttavia, non dimostra direttamente un meccanismo di resistenza alla permetrina: documenta nella pratica clinica italiana una sua efficacia sostanzialmente inferiore rispetto a benzil benzoato e ivermectina. Gli autori sottolineano inoltre che si tratta di uno studio osservazionale, nel quale il trattamento non era assegnato in modo randomizzato.