Il Sindacato Medici Italiani (SMI) annuncia una mobilitazione nazionale contro l’Accordo collettivo nazionale (ACN) stralcio, con un programma che prevede azioni legali, manifestazioni e uno sciopero nazionale nel mese di settembre.
Al centro della protesta vi è, in particolare, l’obbligo di prestazione oraria nelle Case di Comunità, che il sindacato contesta insieme all’attuale configurazione del ruolo unico della medicina generale. SMI denuncia inoltre carichi di lavoro ritenuti non sostenibili e chiede una revisione dell’organizzazione dell’assistenza territoriale e delle condizioni di esercizio professionale dei medici di medicina generale.
La mobilitazione si inserisce nel percorso avviato dal sindacato a sostegno della proposta di riforma della medicina generale oggetto di una petizione pubblicata sul sito della Camera dei Deputati ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione. Primo firmatario della petizione è il segretario generale del Sindacato Medici Italiani.
Secondo quanto comunicato da SMI, la petizione ha raggiunto quasi 7.000 sottoscrizioni, con firme certificate, a sostegno della proposta di riforma.
Il sindacato intende quindi utilizzare la mobilitazione per portare all’attenzione delle istituzioni le proprie richieste, con particolare riferimento alla disciplina delle prestazioni nelle Case di Comunità, all’abolizione del ruolo unico e alla sostenibilità dei carichi di lavoro della medicina generale.
Ulteriori dettagli sulle modalità e sul calendario delle iniziative, comprese le azioni legali, le manifestazioni e lo sciopero nazionale previsto a settembre, saranno comunicati nei prossimi giorni attraverso i canali ufficiali del Sindacato Medici Italiani.