Assunzioni, retribuzioni più alte e un trattamento più uniforme delle professioni sanitarie su indennità e straordinari. Sono le priorità indicate dal ministro della Salute Orazio Schillaci in vista della prossima manovra. Alle dichiarazioni del ministro è arrivato il sostegno di Anaao Assomed, che chiede ora al Governo e al ministero dell'Economia e delle Finanze di tradurre gli impegni in misure concrete, a partire dall'aumento dell'indennità di esclusività per la dirigenza medica e sanitaria.
«Sicuramente, come è successo negli ultimi anni, i fondi per la sanità ci saranno e io credo che sia importante utilizzarli bene», ha dichiarato Schillaci, a margine della raccolta straordinaria di sangue organizzata in piazza Mastai a Roma, secondo quanto riportato da ANSA. L'obiettivo indicato dal ministro è puntare sulla prevenzione e sul personale, con nuove assunzioni di medici e professionisti e un miglioramento delle retribuzioni.
Schillaci ha inoltre indicato l'obiettivo di arrivare a un trattamento uniforme tra le professioni sanitarie su aspetti quali le indennità, la tassazione dello straordinario e il lavoro in pronto soccorso. Su questi temi, ha precisato, sono già in corso interlocuzioni con Aran e ministero dell'Economia e delle Finanze.
Sulle dichiarazioni del ministro è intervenuto Pierino Di Silverio, segretario nazionale di Anaao Assomed. «Le recenti dichiarazioni del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, sulla necessità di valorizzare economicamente i medici e i dirigenti sanitari rappresentano un segnale importante, che ci auguriamo trovi il pieno ascolto del Ministero dell'Economia e delle Finanze e un seguito concreto da parte del Governo».
Per Anaao, l'aumento dell'indennità di esclusività per la dirigenza medica e sanitaria e il superamento delle disparità che penalizzano i professionisti rappresentano due interventi prioritari. «È il momento dell'azione e la nostra organizzazione sosterrà con fermezza il Ministro in questa direzione», afferma Di Silverio. Secondo il sindacato, senza misure strutturali i concorsi pubblici continueranno ad andare deserti e i programmi di assunzione rischiano di risultare inefficaci.
Schillaci è intervenuto anche sulle Case di comunità e sulla mobilitazione indetta dal Sindacato medici italiani (Smi) per il 15 e 16 settembre contro l'obbligatorietà per i medici di medicina generale di prestare fino a sei ore settimanali nelle nuove strutture territoriali.
«Nessuno credeva che saremmo riusciti a realizzare le case di comunità, e invece le abbiamo fatte: io non guardo all'oggi ma al domani», ha dichiarato il ministro. «Se ci rivediamo fra due anni o fra cinque anni, vedrete che le case di comunità funzioneranno e questo governo avrà il merito di averle aperte».
Lo Smi ha confermato lo sciopero nazionale dopo la conclusione con esito negativo delle procedure di raffreddamento e conciliazione. Il sindacato contesta l'Accordo collettivo nazionale stralcio sulla presenza dei medici di famiglia nelle Case di comunità e chiede, tra gli altri punti, lo stop all'obbligo di coprire fino a sei ore settimanali nelle strutture e un'attività su base volontaria.
L'accordo, sottoscritto il 23 giugno da Sisac, Fimmg e Fmt, prevede per i medici di medicina generale fino a sei ore settimanali nelle Case di comunità per 48 settimane all'anno, con un compenso di 38,72 euro l'ora. Smi e Snami non hanno sottoscritto l'intesa.