Sono 5.965 le domande presentate per accedere al Corso di formazione specifica in Medicina generale (CsfMg) 2026-2029, a fronte di 2.651 posti disponibili. Un dato che segna un'inversione di tendenza rispetto allo scorso anno e che, secondo la Fimmg, testimonia il ritorno di interesse dei giovani medici verso la professione. Ma il sindacato avverte: "Questa aspettativa va trasformata in riforme legislative e contrattuali non rimandabili". "La risposta straordinaria di questi giovani colleghi conferma che la medicina generale torna a essere una scelta professionale consapevole", commenta il segretario nazionale della Fimmg, Silvestro Scotti. "Non è una celebrazione di successo. I giovani medici stanno riponendo nella medicina generale una fiducia che, come Federazione, non possiamo tradire e che le istituzioni hanno l'obbligo di onorare con atti concreti". Per Scotti è necessario "trasformare questa fiducia in riforme che rendano reale ciò che i giovani medici chiedono di trovare quando entreranno nella professione".
Dopo anni di disaffezione, dunque, la medicina generale torna ad attirare i giovani laureati. Il dato rappresenta una netta inversione di tendenza rispetto al precedente bando, quando in molte Regioni le candidature non erano state sufficienti a coprire le borse disponibili. La risposta è stata particolarmente elevata in diverse aree del Paese. La Campania guida la classifica con 1.080 domande per 240 posti, seguita dalla Lombardia con 642 candidature per 481 borse, dall'Emilia-Romagna con 625 domande per 185 posti, dal Lazio con 600 per 200 posti e dalla Sicilia con 572 per 184 posti. In Veneto sono arrivate 400 candidature per 191 posti, mentre la Valle d'Aosta registra un perfetto equilibrio tra domande e posti disponibili, con 10 candidature per 10 borse. Il risultato assume un peso ancora maggiore se si considera la situazione della medicina territoriale. Attualmente in Italia operano circa 37mila medici di medicina generale e le stime indicano una carenza di oltre 5.700 professionisti. Un gap destinato ad aumentare con i pensionamenti previsti nei prossimi anni: tra il 2025 e il 2028 saranno oltre 8mila i medici che raggiungeranno il limite di età.
Per questo la Fimmg chiede che al rinnovato interesse dei giovani corrispondano interventi concreti. Tra le priorità indicate figurano il potenziamento della diagnostica di primo livello negli studi, una radicale semplificazione burocratica, una formazione sempre più professionalizzante, il riconoscimento della medicina generale come specializzazione universitaria, il rafforzamento del ruolo dei medici nelle Case della comunità, lo sviluppo del teleconsulto specialistico e misure fiscali a sostegno degli investimenti negli studi. Il sindacato sollecita quindi Governo e Regioni ad accelerare sul rinnovo dell'Accordo collettivo nazionale 2025-2027 e sui provvedimenti normativi necessari a rendere la professione più attrattiva e competitiva. "Questi giovani medici ci stanno dicendo di sì", conclude Scotti. "Ora servono fatti concreti che sostengano la loro scelta e garantiscano certezze professionali e pieno riconoscimento del ruolo della medicina generale nel Servizio sanitario nazionale. Glielo dobbiamo come Paese".
Ecco la mappa delle domande di ammissione al Corso di formazione triennale in Medicina generale. Abruzzo: 41 borse disponibili e 142 iscritti al concorso; Basilicata: 37 borse e 48 iscritti; Provincia autonoma di Bolzano: 30 borse e 13 iscritti; Calabria: 60 borse e 220 iscritti (dato stimato); Campania: 240 borse e 1.080 iscritti; Emilia Romagna: 185 borse e 625 iscritti; Friuli Venezia Giulia: 40 borse e 80 iscritti (stimati); Lazio: 200 borse e 600 iscritti; Liguria: 65 borse e 140 iscritti; Lombardia: 481 borse e 642 iscritti; Marche: 98 borse e 132 iscritti; Molise: 12 borse e 39 iscritti; Piemonte: 300 borse e 288 iscritti; Puglia: 147 borse e 305 iscritti; Sardegna: 60 borse e 140 iscritti; Sicilia: 184 borse e 572 iscritti; Toscana: 200 borse e 357 iscritti; Pa Trento: 40 borse e 48 iscritti; Umbria: 30 borse e 84 iscritti; Valle d'Aosta: 10 borse e 10 iscritti; Veneto: 191 e 400 iscritti.