Attualità
29/03/2022

Long Covid cardiaco ora si chiama Sindrome Pasc. Guida Acc e consigli Sic per la gestione

Esiste una forma di Long Covid che interessa esclusivamente l'apparato cardiovascolare e che coinvolge il 10-30% dei pazienti contagiati, anche quattro mesi o più dopo la risoluzione dell'infezione con sintomi quali dolore al petto, palpitazioni e alterazioni del battito, ma anche stanchezza e difficoltà respiratorie. Questa specifica entità nosologica attualmente è classificata con il termine Pasc (Post-acute sequelae of Sars-Cov-2). L'American college of cardiology (Acc) ha di recente pubblicatoun documento di consenso per la gestione di questa patologia. Si tratta di una guida alla quale bisognerebbe attenersi anche in Europa, come si evince dalle dichiarazioni degli esperti della Società italiana di cardiologia (Sic), i quali richiamano l'attenzione sull'opportunità di sottoporsi a un corretto iter diagnostico in presenza di sintomi cardiovascolari dopo il Covid e anche sull'importanza di impiegare una corretta attività fisica come metodo efficace per tornare a un recupero di una condizione di benessere.«Il long Covid a livello cardiovascolare viene ormai identificato come Pasc; sono così numerosi i casi di pazienti con un interessamento cardiovascolare dopo l'infezione acuta che si è definita una nuova malattia» sottolineaCiro Indolfi, presidente Sic e docente di Cardiologia all'Università Magna Graecia di Catanzaro.«Si parla di Pasc-Cvd quando - dopo i test diagnostici - si individua una vera e propria patologia cardiovascolare, oppure di Pasc-Cvs o sindrome Pasc cardiovascolare quando invece gli esami diagnostici standard non hanno identificato una malattia cardiovascolare specifica ma sono presenti sintomi tipici cometachicardia, intolleranza all'esercizio, dolore toracico e mancanza di respiro. Purtroppo sembra esistere una "spirale discendente" nel long Covid, come l'hanno definita i colleghi americani: la fatica e la ridotta capacità di esercizio portano a una diminuzione dell'attività e del riposo a letto, che comportano a loro volta un peggioramento dei sintomi e una qualità di vita ridotta». Il nuovo documento di consenso statunitense raccomandauna valutazione cardiopolmonare di base eseguita precocemente allo scopo di determinare se - per questi pazienti - siano necessarie ulteriori cure specialistiche e una terapia medica. L'approccio iniziale, in caso di sintomi, dovrebbe prevedere test di laboratorio di base, tra cui la troponina cardiaca, un elettrocardiogramma, un ecocardiogramma, un monitoraggio del ritmo ambulatoriale, imaging del torace e/o test di funzionalità polmonare.«La consulenza cardiologica è raccomandata per i pazienti con Pasc e risultati anormali dei test cardiaci, in chi ha malattie cardiovascolari note con sintomi nuovi o in peggioramento, nei casi in cui il paziente abbia avuto complicanze cardiache documentate durante l'infezione da Sars CoV-2 e/o sintomi cardiopolmonari persistenti che non sono spiegati altrimenti» specifica Indolfi.«In presenza della sindrome Pasc - in cui quindi non c'è una malattia cardiologica ma ci sono sintomi come tachicardia, intolleranza all'esercizio e/o decondizionamento (ovvero una riduzione della capacità di allenamento rispetto a prima del contagio) - si raccomanda inizialmente l'esercizio in posizione sdraiata o semi-sdraiata, come ciclismo, nuoto o canottaggio, per poi passare all'esercizio anche all'esercizio in posizione eretta man mano che migliora la capacità di stare in piedi senza affanno. Anche la durata dell'esercizio dovrebbe essere inizialmente breve (da 5 a 10 minuti al giorno), con aumenti graduali man mano che la capacità funzionale migliora. Nella sindrome Pasc può essere utile anche l'assunzione di sale e liquidi, per ridurre i sintomi come tachicardia, palpitazioni e/o ipotensione ortostatica; in alcuni casi il medico può prescrivere beta-bloccanti, calcio-antagonisti non diidropiridinici, ivabradina, fludrocortisone e midodrina».
«Dobbiamo saperne di più da ulteriori studi di follow up ma l'importante» osserva Pasquale Perrone Filardi, presidente eletto Sic e docente di Cardiologia all'Università Federico II di Napoli «è non trascurare segni e sintomi cardiovascolari che compaiano e/o perdurino dopo quattro o più settimane dalla guarigione da Covid-19: il virus ha effetti negativi su cuore e vasi ed è essenziale individuare subito un'eventuale sofferenza cardiovascolare per poter intervenire al meglio».

J Am Coll Cardiol. 2022 Mar 14. doi: 10.1016/j.jacc.2022.02.003. [Epub ahead of print]
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35307156/
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