Un vaccino sperimentale contro la febbre di Lassa ha indotto una risposta immunitaria in tutti i volontari che hanno completato il ciclo vaccinale e ha mostrato un profilo di sicurezza favorevole in uno studio di fase 1 pubblicato su Nature Medicine. I risultati rappresentano uno dei primi dati clinici su un candidato vaccino per una malattia infettiva per la quale non esistono ancora prodotti autorizzati.
La febbre di Lassa è una zoonosi causata dal virus Lassa, endemica in diversi Paesi dell'Africa occidentale. L'infezione viene trasmessa principalmente attraverso il contatto con roditori infetti e può manifestarsi con sintomi lievi oppure evolvere in forme gravi, talvolta emorragiche. Tra le complicanze più frequenti vi è la perdita dell'udito, che può diventare permanente.
Il vaccino sperimentale, denominato LASSARAB, utilizza un vettore basato sul virus della rabbia inattivato e incorpora la glicoproteina del virus Lassa. L'obiettivo è stimolare una risposta immunitaria contro entrambe le infezioni.
Lo studio ha coinvolto 54 adulti sani di età compresa tra 18 e 50 anni, arruolati negli Stati Uniti. I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere due dosi del vaccino sperimentale oppure un vaccino antirabbico autorizzato utilizzato come controllo.
L'analisi ad interim, condotta fino a 61 giorni dalla vaccinazione, non ha evidenziato problemi di sicurezza rilevanti. Gli eventi avversi osservati sono risultati prevalentemente lievi e transitori. Non sono stati registrati eventi avversi gravi correlati al trattamento, condizioni immunomediate, casi di perdita uditiva neurosensoriale né decessi.
Sul piano immunologico, tutti i 44 partecipanti che hanno ricevuto LASSARAB hanno sviluppato anticorpi contro il virus Lassa raggiungendo i criteri di sieroconversione definiti dal protocollo. Anche la risposta contro il virus della rabbia è risultata elevata: dopo la seconda dose, il 100% dei soggetti vaccinati ha raggiunto livelli di anticorpi neutralizzanti considerati protettivi.
Secondo gli autori, i risultati suggeriscono la possibilità di sviluppare in futuro un vaccino combinato capace di offrire protezione sia contro la febbre di Lassa sia contro la rabbia, due malattie che rappresentano un importante problema di salute pubblica in alcune aree dell'Africa occidentale. I dati confermano inoltre nell'uomo i risultati ottenuti nei precedenti studi preclinici.
I ricercatori sottolineano tuttavia che si tratta di risultati preliminari. Lo studio è stato condotto su un numero limitato di volontari sani e non era progettato per valutare l'efficacia clinica del vaccino nel prevenire la malattia. Saranno quindi necessari studi di dimensioni maggiori e condotti nelle aree endemiche per confermare la durata della risposta immunitaria, il profilo di sicurezza nel lungo periodo e l'effettiva capacità protettiva del vaccino.
Il follow-up dei partecipanti proseguirà fino a 394 giorni per raccogliere ulteriori dati sulla persistenza della risposta immunitaria e sulla sicurezza del candidato vaccino.