I 235,8 milioni di euro destinati alla diagnostica di primo livello restano nell’ambito della medicina generale e saranno distribuiti nei diversi setting assistenziali. Lo afferma Niccolò Biancalani, segretario regionale di FIMMG Toscana, commentando l’intesa sancita in Conferenza Stato-Regioni sul decreto del ministro della Salute per l’acquisto di apparecchiature sanitarie destinate ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta.
«Un risultato che si attendeva da sei anni e che conferma una scelta fondamentale: i 235,8 milioni di euro destinati alla diagnostica di primo livello restano interamente nell’ambito della Medicina Generale e vengono distribuiti in tutti i suoi setting assistenziali», dichiara Biancalani.
Secondo quanto riportato dal sindacato, il decreto assegna alle Case della Comunità Hub e Spoke al massimo il 50% della quota regionale. La parte restante è destinata agli studi dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e alle aggregazioni della medicina di gruppo, con particolare attenzione alle aree interne e rurali, alle piccole isole e alle periferie urbane.
FIMMG Toscana sottolinea che il decreto riconosce anche il contributo dei professionisti che hanno già acquistato autonomamente apparecchiature diagnostiche. Questi medici potranno concorrere agli obiettivi regionali attraverso gli accordi integrativi. Il comunicato precisa inoltre che la diagnostica di primo livello dovrà essere disciplinata nell’ambito della contrattazione collettiva.
In Toscana il percorso è già stato avviato attraverso gli Accordi integrativi regionali. «Ora verificheremo che tutte le Regioni traducano rapidamente questo decreto in atti concreti», afferma Biancalani.
Secondo il segretario regionale, la disponibilità delle apparecchiature potrà consentire ai medici di famiglia di offrire risposte più tempestive e appropriate, con possibili effetti sulla riduzione delle liste d’attesa e sulla gestione dei pazienti cronici e fragili. Il raccordo con le Case della Comunità e con gli altri servizi territoriali, aggiunge il comunicato, potrà rafforzare la continuità assistenziale e la presa in carico.
Biancalani collega il provvedimento anche all’evoluzione organizzativa della medicina generale, indicando tra gli obiettivi una maggiore flessibilità, l’impiego delle tecnologie digitali, più tutele professionali e una riduzione del tempo dedicato alle attività burocratiche.
«Quel tempo non deve essere assorbito dalla burocrazia, ma restituito alla cura delle persone, alla prevenzione, alla presa in carico della cronicità e anche all’utilizzo della diagnostica di primo livello», afferma.
FIMMG Toscana rivolge infine un messaggio ai giovani interessati al Corso di formazione specifica in medicina generale, definendo la professione un settore in evoluzione fondato su competenze, tecnologia, autonomia clinica, lavoro di squadra e rapporto con il paziente.