Il raffreddamento del paziente con colpo di calore deve iniziare sul posto, prima del trasporto in ospedale, con l’obiettivo di portare la temperatura centrale sotto i 39 gradi entro 30 minuti dal riconoscimento. È una delle indicazioni contenute nel “Percorso Calore”, il position paper completato dalla Società italiana di medicina d’emergenza-urgenza per definire la gestione integrata delle patologie da calore, dal soccorso territoriale del 118 fino alla terapia sub-intensiva.
I contenuti essenziali del documento sono stati anticipati da Mario Guarino, vicepresidente nazionale SIMEU e direttore della Medicina d’emergenza-urgenza dell’Ospedale CTO di Napoli, durante il Tavolo interistituzionale del 2 luglio 2026.
«Il colpo di calore è un’emergenza tempo-dipendente, esattamente come l’infarto o l’ictus, ma non ha ancora una rete che lo tratti come tale», afferma Guarino. «Il raffreddamento va iniziato sul posto, prima del trasporto, non al momento dell’arrivo in Pronto soccorso».
Il percorso si articola su quattro linee operative. La prima prevede un triage dedicato e un accesso rapido per identificare precocemente anziani, persone fragili, pazienti con patologie croniche e lavoratori esposti. La seconda introduce protocolli clinico-assistenziali standardizzati per il colpo di calore, la disidratazione severa e lo scompenso delle patologie preesistenti.
Il documento indica inoltre l’integrazione tra rete ospedaliera e territoriale, con flussi informativi e percorsi protetti di dimissione verso assistenza primaria e assistenza domiciliare integrata. Nei periodi critici propone anche la rimodulazione delle risorse, con criteri per l’attivazione straordinaria degli organici e delle aree di osservazione durante le allerte meteo-climatiche.
Tra gli standard operativi figurano la misurazione rettale della temperatura centrale, il raffreddamento attivo precoce e la sua interruzione a 38,6 gradi per prevenire l’ulteriore calo termico. Il documento esclude l’impiego degli antipiretici e prevede dotazioni specifiche per le ambulanze dal 1° maggio al 30 settembre. La formazione del personale di 118, Pronto soccorso, osservazione breve intensiva e terapia sub-intensiva dovrebbe essere svolta ogni anno entro il 30 aprile.
Un capitolo è dedicato ai pazienti anziani. Secondo Guarino, molti over 65 arrivano in Pronto soccorso non per un colpo di calore in senso stretto, ma per lo scompenso di patologie croniche precipitato dall’esposizione alle alte temperature. Il percorso prevede quindi la riconciliazione della terapia all’ingresso e indicazioni chiare al medico di famiglia sui farmaci eventualmente sospesi e sulle motivazioni.
Simeu ha dichiarato la disponibilità a collaborare con il Ministero della Salute per integrare il “Percorso Calore” nelle direttive operative per le stagioni estive e promuoverne la diffusione nazionale.