Nella Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità, 9,7 milioni di persone vivono con l’epatite B e 5,6 milioni con l’epatite C, ma una quota rilevante non ha ancora ricevuto una diagnosi o non accede alle cure. I nuovi dati del Global hepatitis report 2026, diffusi in occasione della Giornata mondiale delle epatiti del 28 luglio, indicano progressi nella prevenzione e nel controllo dell’epatite C, ma confermano che la Regione non è sulla traiettoria necessaria per raggiungere tutti gli obiettivi di eliminazione entro il 2030.
La copertura dei programmi vaccinali ha consentito di superare il target di eliminazione dell’epatite B tra i bambini sotto i 5 anni. La prevalenza stimata è scesa allo 0,06%, al di sotto della soglia globale dello 0,1%.
Dal 2015 le nuove infezioni da epatite B sono diminuite del 54% e quelle da epatite C del 28%. Nell’ultimo decennio il numero delle persone che vivono con l’epatite C si è ridotto del 29% e la mortalità associata all’infezione è calata del 33%.
Restano però ampi i divari nella diagnosi e nel trattamento. Secondo Oms Europa, solo il 23% delle persone con epatite B ha ricevuto una diagnosi e appena il 4,2% delle persone diagnosticate è sottoposto a terapia.
«Il divario principale oggi non riguarda più soltanto la prevenzione, ma l’individuazione delle persone con epatite e la garanzia dell’accesso all’assistenza e al trattamento», ha dichiarato Stela Bivol, consulente regionale per Hiv, epatiti virali e infezioni sessualmente trasmesse di Oms Europa. Senza un’accelerazione dei test e della presa in carico, ha aggiunto, la Regione non raggiungerà gli obiettivi fissati per il 2030.
Milioni di persone con epatite B o C restano quindi senza diagnosi o trattamento, mentre continuano ad aumentare i decessi legati alle principali complicanze delle infezioni croniche, tra cui cirrosi e tumore del fegato.
L’Oms richiama l’esperienza dei Paesi più vicini all’eliminazione per evidenziare il ruolo degli investimenti continuativi e dell’impegno politico. Tra gli esempi viene citato il programma della Georgia per l’epatite C, basato sull’estensione dei test, sull’accesso alle terapie e sulla collaborazione con le comunità.
«Il programma georgiano ha dimostrato che l’eliminazione non è soltanto un obiettivo, ma un risultato raggiungibile», ha affermato Maia Tsereteli, responsabile della divisione nazionale per Hiv/Aids, epatiti, infezioni sessualmente trasmesse e tubercolosi e del centro collaboratore Oms per l’eliminazione delle epatiti virali.
In occasione della Giornata mondiale, Oms Europa invita i Paesi a rimuovere le barriere che limitano l’accesso ai test e ai trattamenti, mantenere gli interventi di prevenzione e investire nei programmi di eliminazione. Secondo l’organizzazione, gli strumenti per interrompere la trasmissione e ridurre la mortalità sono già disponibili, ma devono raggiungere le persone che restano escluse dalla diagnosi e dalle cure.