L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha classificato come molto alto il rischio nazionale dell’epidemia di Ebola da virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo, confermando al tempo stesso un rischio alto in Uganda e nei Paesi confinanti e basso a livello globale.
La valutazione è contenuta nella nuova Rapid Risk Assessment pubblicata il 10 giugno. Secondo l’OMS, l’epidemia continua a espandersi rapidamente, con un aumento dei casi, una progressiva estensione geografica e la presenza di trasmissione oltre confine.
Al 6 giugno, la Repubblica Democratica del Congo ha segnalato 515 casi confermati, inclusi 91 decessi, mentre l’Uganda ha riportato 19 casi confermati, due decessi e un caso probabile deceduto. L’OMS sottolinea che in Uganda l’epidemia resta epidemiologicamente collegata alla trasmissione originata nella RDC, con evidenze sia di casi importati sia di trasmissione secondaria tra contatti e operatori sanitari.
Tra il 22 maggio e il 6 giugno i casi confermati nella RDC sono aumentati da 63 a 515 e le zone sanitarie coinvolte sono passate da 16 a 25. Per l’OMS, l’incremento dei casi e l’ampliamento delle aree interessate rappresentano alcuni dei principali fattori alla base dell’elevato livello di rischio.
L’organizzazione richiama inoltre l’attenzione sul coinvolgimento degli operatori sanitari, considerati tra le categorie maggiormente esposte durante la gestione dei casi. Per questo motivo vengono ribadite l’importanza delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni, della disponibilità di dispositivi di protezione individuale e della formazione del personale impegnato nella risposta all’epidemia.
Secondo l’OMS, ulteriori elementi di preoccupazione sono rappresentati dall’intensa mobilità transfrontaliera nella regione, dalle difficoltà nel tracciamento completo dei contatti e dalla pressione sui sistemi sanitari locali. Le autorità nazionali, con il supporto dell’OMS, di Africa CDC e dei partner internazionali, stanno proseguendo le attività di sorveglianza, ricerca dei contatti, diagnosi di laboratorio e gestione clinica dei pazienti.
L’aggiornamento arriva pochi giorni dopo il lancio del piano congiunto OMS–Africa CDC da 518 milioni di dollari destinato a sostenere la preparazione e la risposta all’epidemia nei Paesi africani.
Per i clinici, l’OMS ribadisce la necessità di mantenere alta l’attenzione nei confronti dei casi sospetti provenienti dalle aree interessate dall’epidemia. Attualmente non sono disponibili vaccini o terapie autorizzate specificamente per il virus Ebola di specie Bundibugyo, anche se sono in corso programmi di sviluppo e valutazione di candidati vaccini e trattamenti sperimentali.