Le nuove sostanze psicoattive, gli oppioidi sintetici, l'uso improprio di farmaci e la comparsa di prodotti ad alta concentrazione di principi attivi pongono nuove sfide ai servizi di emergenza e alla tossicologia clinica. Il tema è stato al centro del 23° Congresso nazionale della Società Italiana di Tossicologia (SITOX), in corso a Bologna dall'8 al 10 giugno.
Secondo gli esperti, le emergenze tossicologiche osservate nei Pronto Soccorso e nei Centri Antiveleni rappresentano spesso un indicatore precoce di nuovi rischi per la salute pubblica. «Le intossicazioni sono una spia precoce dei nuovi rischi per la salute pubblica», afferma Carlo Locatelli, direttore dell'Unità Operativa Tossicologia, Centro Antiveleni e Centro Nazionale di Informazione Tossicologica dell'IRCCS Maugeri di Pavia. «I casi che arrivano nei Pronto Soccorso e nei Centri Antiveleni ci dicono spesso prima di altri sistemi quali sostanze stanno circolando in un dato momento, quali comportamenti stanno cambiando e quali emergenze dobbiamo prepararci ad affrontare».
Tra le sostanze che destano maggiore attenzione figurano i nitazeni e altri oppioidi sintetici ad alta potenza, associati a quadri clinici potenzialmente gravi e non sempre facilmente riconoscibili. «In questi casi non basta sapere che il paziente ha assunto una sostanza: bisogna capire quale, con quali effetti, con quali associazioni e con quali strumenti diagnostico-terapeutici intervenire», sottolinea Locatelli.
L'attenzione degli specialisti riguarda anche fenomeni più recenti che coinvolgono soprattutto la popolazione giovanile. Tra questi l'uso improprio di farmaci di largo consumo, come il paracetamolo, l'assunzione non controllata di psicofarmaci e la diffusione di prodotti commercializzati in forme apparentemente innocue. Tra gli esempi citati durante il congresso vi è il cosiddetto "miele da sballo", finito recentemente all'attenzione della cronaca dopo il caso di un adolescente ricoverato in gravi condizioni.
«Il punto critico è la falsa percezione di sicurezza», osserva Locatelli. «Una sostanza proposta come alimento, caramella, dolce o prodotto familiare può essere sottovalutata, soprattutto dagli adolescenti. Ma concentrazioni elevate di principio attivo possono provocare intossicazioni importanti e richiedere un intervento urgente».
Secondo gli specialisti, i Centri Antiveleni svolgono un ruolo essenziale nel supporto ai Pronto Soccorso e ai servizi di emergenza, contribuendo sia alla gestione clinica dei casi sia all'identificazione precoce di nuovi fenomeni. Da qui la richiesta di rafforzare la collaborazione tra Centri Antiveleni, servizi di emergenza-urgenza, tossicologia forense, SerD e sistemi di allerta nazionali.
«La risposta all'intossicazione non può dipendere solo dal singolo ospedale», conclude Locatelli. «Servono percorsi condivisi, laboratori aggiornati, formazione degli operatori e un collegamento stabile tra tutti gli attori coinvolti. Solo così l'emergenza può trasformarsi anche in prevenzione».