La FDA ha approvato amivantamab sottocutaneo in combinazione con lazertinib per il trattamento di prima linea dell'NSCLC localmente avanzato non resecabile o metastatico con mutazioni comuni di EGFR. L'approvazione introduce la prima opzione chemio-free basata su anticorpo bispecifico a dimostrare superiorità sulla monoterapia con inibitore tirosin-chinasico di terza generazione.
Circa il 10-15% dei pazienti con NSCLC presenta mutazioni di EGFR. Nonostante gli inibitori tirosin-chinasici di generazione progressiva, la resistenza acquisita rimane il principale problema clinico. Osimertinib, lo standard storico, produce una PFS mediana di 11-12 mesi.
«Nel carcinoma polmonare EGFR-mutato, la resistenza dopo circa un anno rimane una sfida centrale nella gestione di questi pazienti» spiega Roy Herbst dello Yale Cancer Center.
Amivantamab agisce su EGFR e MET simultaneamente con effetto di degradazione e attivazione immunitaria. Lazertinib è un inibitore TKI di terza generazione. La combinazione multimodale riduce la probabilità di resistenza. La formulazione sottocutanea richiede 13 minuti di somministrazione.
«Lo studio MARIPOSA ha stabilito un nuovo benchmark. Il miglioramento di quasi 10 mesi nella PFS rappresenta un guadagno clinicamente significativo» afferma Suresh S. Ramalingam della Emory University.
L'approvazione introduce per la prima volta un regime chemio-free con meccanismo d'azione complementare che riduce l'emergenza di resistenze acquisite. Il prossimo passo è la presentazione all'EMA e il percorso di rimborsabilità AIFA in Italia.