Nuovi elementi investigativi e tecnico-procedurali emergono sulla vicenda del trapianto cardiaco eseguito il 23 dicembre al piccolo Domenico, deceduto a Napoli dopo il trapianto di un cuore successivamente risultato danneggiato.
Sul versante investigativo, l’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli ha comunicato che i Carabinieri dei Nas di Trento stanno conducendo accertamenti nella sala operatoria dell’ospedale San Maurizio di Bolzano per chiarire chi abbia inserito ghiaccio secco nel contenitore utilizzato per il trasporto dell’organo, indicato nella nota come elemento determinante nella causazione del danno e delle successive conseguenze cliniche. Nella ricostruzione aziendale, durante le fasi di preparazione del trasporto era stato richiesto al personale di sala di integrare il ghiaccio e, a fronte della domanda sulla necessità di ghiaccio sterile o non sterile, l’équipe di espianto avrebbe ritenuto la distinzione non rilevante ai fini della conservazione. La direzione generale ha ribadito la collaborazione con la magistratura per l’accertamento delle responsabilità.
Nella stessa giornata i Nas si sono recati all’ospedale di Bolzano per acquisire l’elenco del personale coinvolto nelle procedure di espianto e trasporto del cuore destinato al bambino. Al momento, secondo quanto riferito, non risultano indagati tra gli operatori del centro altoatesino.
Ulteriori elementi emergono dalla relazione inviata il 18 febbraio dal Dipartimento di Prevenzione sanitaria e Salute della Provincia autonoma di Bolzano al ministero della Salute. Il documento segnala criticità operative durante la procedura di espianto, durata 59 minuti tra le 11.25 e le 12.24 del 23 dicembre, attribuite al team di prelievo. In particolare, viene indicato un drenaggio insufficiente nella fase di perfusione, con conseguente congestione di fegato e cuore che avrebbe richiesto un intervento correttivo del team di Innsbruck. La relazione riporta inoltre una dotazione tecnica incompleta, con insufficiente materiale refrigerante e contenitori forniti dal personale locale, e un’incertezza nella gestione dell’anticoagulazione con eparina.
La documentazione ricostruisce anche le successive fasi di trasferimento dell’équipe cardiochirurgica, avvenute con elicottero della Guardia di Finanza fino a Verona e quindi in aereo verso Napoli. Viene inoltre segnalato che il feedback di follow-up del centro napoletano non sarebbe pervenuto tempestivamente e che, attraverso il Centro nazionale trapianti, inizialmente l’esito dell’intervento non risultava chiaro; in seguito è stato comunicato che il cuore era stato trapiantato e successivamente espiantato per disfunzione primaria dell’organo.
Parallelamente proseguono gli sviluppi giudiziari. La madre del bambino ha depositato in Procura a Napoli un audio relativo a una conversazione avvenuta nel giorno in cui le veniva comunicata la prognosi infausta, mentre il legale della famiglia ha riferito dell’esistenza di indagati e della richiesta di ulteriori accertamenti tecnici, inclusi esami sui dispositivi telefonici.